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venerdì 8 luglio 2016

A Palermo e Catania sbarchi di polizia. Accoglienza in divisa e caccia agli scafisti mentre il sistema di trasferimento dei migranti mette in crisi i comuni e le associazioni.


Non si erano mai viste tante divise al porto di Palermo, di fatto uno sbarco militare dalla nave di Frontex SIEM PILOT, una delle poche dell'agenzia rimaste operative nelle acque a nord della Libia. Solo poche navi umanitarie e la nave irlandese, oltre alla Guardia Costiera italiane fanno principalmente ricerca e salvataggio, per le altre navi le missioni hanno carattere militare o di polizia.

http://www.independent.ie/opinion/comment/brave-irish-navy-sailors-left-exposed-by-solo-rescue-missions-in-the-med-34866579.html

Prassi contrapposte. A Palermo decine di pullmann fermi per ore sotto il sole con la polizia che impediva agli immigrati di scendere e che poi sarebbero partiti sotto scorta. Non era possibile prelevare le impronte digitali immediatamente ad oltre mille migranti raccolti e già selezionati a bordo della nave di Frontex.

http://palermo.gds.it/2016/07/07/migranti-arrivati-in-piu-di-mille-al-porto-di-palermo_536340/

 A Catania invece, dove ad intervenire era stata una nave commerciale, ed i migranti erano molti di meno, prelievo delle impronte digitali in banchina, una caratteristica della città che offre la sede a Frontex, e poi partenza in pullman verso il buco nero dei centri di accoglienza, centri attorno ai quali prolifera la violenza razzista. Una violenza che si rafforza per le vaste aree di impunità che vengono concesse. Si diffonde sempre più anche il razzismo istituzionale.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/07/due-sbarchi-consecutivi-al-porto-di.html

http://www.meltingpot.org/L-omicida-di-Emmanuel-a-piede-libero-In-prima-fila-al.html#.V39JcP8kpFW

Sempre più alto il numero dei minori non accompagnati, tra questi molte potenziali vittime di tratta nigeriane, e delle donne, anche loro particolarmente esposte ad abusi e violenze di ogni tipo.

http://www.a-dif.org/2016/07/06/profughi-schiavi-per-il-traffico-di-organi-confermati-anni-di-denunce/

I trasferimenti continuano ad essere decisi soltanto dal ministero dell'interno, in alcune regioni non si sono attivati i tavoli regionali di coordinamento previsti dal decreto 10 luglio 2014, allo sbando l'accoglienza dei minori non accompagnati perchè alcuni comuni come quello di Palermo vengono oberati di un numero altissimo di minori, oltre 1000 attualmente, senza avere le strutture ed il personale per fare fronte a questa ennesima emergenza creata dal ministero dell'interno.

https://twitter.com/LeolucaOrlando1/status/751164308990623744?s=04

Fondamentale il ruolo del volontariato quando è lasciato nelle condizioni di agire dai controlli di polizia. Si annuncia una stagione nerissima, per il presumibile aumento degli sbarchi e per la chiusura delle frontiere che impedisce ogni via di fuga dall'Italia. Ormai chi arriva è costretto a rimanere, ed il sistema di accoglienza è al collasso, malgrado qualcuno affermi che ci sono tante "best practice". Vogliamo vedere chi sono i vari responsabili? NESSUNO ESCLUSO.

https://www.youtube.com/user/EmergencyOnlus

Non sapere rispondere alle critiche e minacciare chi esprime opinioni indipendenti è l'altro aspetto di quella politica e di quelle prassi che assumono l'arresto degli scafisti come elemento che dovrebbe tranquillizzare l'opinione pubblica, perseguendo responsabilità individuali e mettendo in rilievo soltanto le notizie degli arresti si nascondono le responsabilità del sistema.                                                                                                                              https://www.youtube.com/watch?v=OaEJJzlBiQs&feature=youtu.be.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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