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lunedì 11 luglio 2016

EUNAVFOR MED conferma il suo carattere di operazione di immagine ed apre il fuoco sul fronte dell'informazione. E non si chiama più operazione Sophia. FRONTEX si prepara ad intensificare la collaborazione con la "Guardia costiera libica".




Le ultime notizie sulle attività di EUNAVFOR MED, dopo l'abbandono della denominazione "umanitaria" Sophia, non danno alcun elemento positivo in più, ma costituiscono solo un tentativo di spettacolarizzazione per confondere l'opinione pubblica. Intanto il mandato della missione è prorogato di un anno ed ulteriormente esteso.

http://www.difesaonline.it/evidenza/diritto-militare/operazione-eunavfor-med-ii-o-sophia-e-lazione-delle-nazioni-unite-e

 Ma il Consiglio di Sicurezza ONU e i governi libici non autorizzano il passaggio alla fase 2 b con l'ingresso nelle acque territoriali di quella che fu la Libia.

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/06/20-fac-eunavfor-med-sophia/

https://wikileaks.org/eu-military-refugees/EUMC/eu-military-refugee-plan-EUMC.pdf;

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-military-refugee-plan-PMG-8824-15.pdf;

I giornalisti intanto fanno quello che possono, o fanno finta di non vedere, o passano le notizie che vengono imposte dall'alto dei comandi militari.
    Il titolo e' veramente un insulto all'intelligenza. Nave di scafisti? Forse erano 142scafisti e tre migranti. Una normale e doverosa attivita' di ricerca e soccorso sulla quale si e' imbastita una gigantesca operazione propagandistica per dimostrare l'efficacia di una operazione fallita in partenza e mai compiuta come era nei programmi della Commissaria UE Mogherini. Quanto ai dati sui salvataggi, conteggiati come effettuati da loro anche quelli operati da navi umanitarie. At.tendiamo dati analitici e basi legali delle diverse fasi dell'Operazione EUNAVFOR MED. Altrimenti tutti possono dire tutto. Se per un solo gommone muovono due elicotteri e cinque navi chissa' quanto ne saranno passati inosservati dei tanti gommoni che identici a quello fermato saranno partiti in quelle stesse ore. Nessuno intanto ammette l'urgenza di canali legali di ingresso e ci si affida solo a misure repressive, la sola politica sulla quale si trova un accordo in un Europa tornata al Medioevo dei diritti umani. Che confonde persino scafisti con trafficanti ed utilizza gli arresti facili per tranquillizzare una opinione pubblica sempre piu' indifferente.
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Forze-Ue-abbordano-nave-di-scafisti-tre-fermi-dba1c8a7-ce61-4d61-b418-8f38be231143.html
    Si trattava di una nave o di un gommone? L'articolista non ha le idee molto chiare... Ennesima messa in scena europea per coprire il fallimento della missione EUNAVFOR MED . Le hanno cambiato ancora il nome Operazione Sophia sapeva troppo di umanitario. Bisognava mostrare i muscoli. Si chiama Law Enforcement... Noi preferiamo Search and Rescue.
http://gds.it/2016/07/10/blitz-delle-forze-ue-nel-canale-di-sicilia-fermati-trafficanti-146-migranti-salvati_537747/

Ecco chi fa davvero azioni di ricerca  e soccorso, a nord delle acque territoriali libiche.

http://montrealgazette.com/news/quebec/montrealer-helps-rescue-boat-migrants-off-libyan-coast

https://mobile.twitter.com/MSF_Sea/status/752056094504148992?s=04

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/06/migliaia-di-soccorsi-coordinati-dalla.html

Ed ecco come distinguere trafficanti da scafisti, ed magari capire l'imbroglio che si cela dietro l'Operazione EUNAVFOR MED.

Analysis The EU’s Planned War on Smugglers Steve Peers, Professor of EU Law, University of Essex 

http://www.statewatch.org/analyses/no-268-eu-war-on-smugglers.pdf;

http://www.statewatch.org/analyses/no-269-eu-med-smugglers-updated.pdf;

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-med-military-op.pdf

http://www.iss.europa.eu/publications/detail/article/operation-sophia-tackling-the-refugee-crisis-with-military-means/

Intanto sembra scomparsa dalla scena l'operazione europea FRONTEX TRITON, che rimane presente con alcune navi, tra queste il rimorchiatore d'alto mare norvegese SIEM PILOT, con funzioni di filtro e smistamento dei migranti soccorsi dalle navi umanitarie.                                                                                                         http://www.europe1.fr/emissions/l-interview-politique/migrants-schengen-et-ue-fabrice-leggeri-repond-aux-questions-de-jean-pierre-elkabbach-2797528                                                                                                                  Frontex sembra destinata a diventare una agenzia per i rimpatri, con la creazione di una Guardia di polizia e di una Guardia costiera europea, tutte ancora da definire, ma chiarissime per il mandato di respingimento e rimpatrio loro assegnato.

http://www.euractiv.com/section/justice-home-affairs/news/eu-to-train-libyan-coast-guard-to-fight-refugee-smuggling/

Recommendation Cooperation with Third Countries
Frontex should initiate an approach to analyse the potential illegal migration and the relevant countries of origin and the transit countries. This will create the basis for needs-ased training and equipment assistance.

http://frontex.europa.eu/assets/Publications/General/MB_Decision_40_2015_adopting_the_recommendations_of_the_Management_Board_following_the_evaluation_of_Frontex_Article_33.pdf&rct=j&frm=1&q=&esrc=s&sa=U&ved=0ahUKEwj3m7_8oezNAhXFvRoKHQnyBd8QFggUMAA&sig2=e39-Vbla_7yzP09rKwfUSg&usg=AFQjCNEfz4PqqpIui1vxpxwneOZ4_TXbrA


Sullo sfondo si profila, tanto per EUNAVFOR MED quanto  per FRONTEX, una stretta collaborazione con le forze militari genericamente definite come Guardia Costiera libica, per le quali sono già avviati e finanziati progetti di formazione congiunta in Europa ed attività di formazione per il futuro pattugliamento congiunto delle acque territoriali libiche e delle acque internazionali più vicine alla costa libica. L'arma totale che l'Unione Europea vuole dispiegare per cercare di bloccare le partenze dalla Libia. come si voleva fare con l'operazione militare  europea EUBAM Libia, di cui si sono perse le tracce.

http://www.japantimes.co.jp/news/2016/06/08/world/social-issues-world/libyan-coast-guard-intercepts-brings-back-117-europe-bound-migrants-including-six-pregnant-women/

http://statewatch.org/news/2016/jun/eu-op-sophia-extension.htm

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2015-009840+0+DOC+XML+V0//EN

Ma l'unica vera arma contro i trafficanti, per salvare le vittime, è costituita dall'apertura di canali legali di ingresso con visti umanitari e di corridoi di ingresso protetto verso l'Europa, mettendo in pratica quelle operazione di "resettlement" che erano previste dall'Agenda Europea sulle migrazioni del 10 maggio del 2015, dopo la strage del 18 aprile 2015, e che sono rimaste sulla carta.

EU border and coastal guard

FRONTEX transformed into return agency

http://www.greens-efa.eu/eu-border-and-coastal-guard-15796.html

http://statewatch.org/news/2016/jul/eu-border-guard-vote.htm

L'operazione EUNAVFOR MED, temporaneamente ribattezzata come Operazione Sophia, ha trovato da sempre sostenitori che hanno duramente attaccato chi ha osato criticarla, è stata una battaglia di immagine che si è "combattuta" fin dal momento della sua istituzione. I risultati di questo anno di attività smentiscono tutte le asserzioni che erano state fatte per giustificarne il mandato e danno ragione a chi l'aveva criticata.

http://www.bruxelles2.eu/2015/05/26/le-plan-doperation-deunavfor-med-revele-par-wikileaks-vraiment/

http://www.a-dif.org/dossier/dossier1/

Ma vediamo come si articola davvero l'Operazione EUNAVFOR MED - SOPHIIA

Press briefing EUNAVFOR Med Operation Sophia

Press briefing by by General Mikhail KOSTARAKOS, Chairman of the EU Military Committee, and Rear Admiral Enrico CREDENDINO, Operation Commander for the EU Naval Force – Mediterranean Operation Sophia.

https://amp.twimg.com/v/78a5ae6f-7724-4b99-90eb-627159810214

https://www.asil.org/insights/volume/19/issue/27/eunavfor-med-operation-and-use-force

Ecco quanto conta il rapporto con l'informazione e con la "società civile" per l'Operazione EUNAVFOR MED, quando preferivano definirla soltanto come Operazione Sophia. Ecco come dalla fase 2a ( in acque internazionali) non si è ancora passati alla fase 2b dell'Operazione, dunque all'ingresso nelle acque libiche, ed ecco perchè si è costretti a puntare su operazioni di immagine.

http://www.google.it/url?url=http://www.statewatch.org/news/2016/jun/eu-briefing-operation-sophia-QCEA.pdf&rct=j&frm=1&q=&esrc=s&sa=U&ved=0ahUKEwi4xv-P2uvNAhUEvBoKHepLBB4QFggUMAA&sig2=g4CZsohqn9QVILpFXGAb9g&usg=AFQjCNEf_4umPZdpo2Pa8vESaTDHueW_fA

2.6. For a mixture of political and legal reasons, the EU is unlikely to progress Operation Sophia to phase2B without both the GNA's permission and another UNSC resolution. Even after that, the EU wouldbe unlikely to progress Operation Sophia to phase 3 without both the GNA's active cooperation andyet another UNSC resolution.2.7. Operation Sophia is being kept under review by the EU Political and Security Committee and the EUForeign Affair Council. There will be a formal review of the operation in summer 2016, astechnically the Foreign Affairs Council's approval of the operation expires in late July 2016 (one yearafter the operation reached full operational capacity). This review will take the form of the navalcommand producing a (classified) “strategic review” document, which will then be considered bythe Political and Security Committee and the Foreign Affairs Council. A decision will then be takenon the reauthorisation of Operation Sophia. This process will be treated as a technical processrather than as a political one, and so the opportunities for civil society input will be limited.2.8. Given the current political situation in Libya, together with the possibility of a Russian or Chineseveto in the UNSC, it may be a long time before Operation Sophia proceeds beyond phase 2A (if itever does proceed beyond phase 2A). The re-enforcement of Operation Sophia by forces under theNATO banner seems a more likely development, at least for the immediate future. Anotherpossibility is that the EU could provide resources to the Libyan coastguard to undertake activitiessimilar to those planned for Operation Sophia.3. The current and possible effects of Operation Sophia, and of related activities off the Libyan coast3.1. The fact that Operation Sophia is currently only permitted to operate in international waters has amajor impact on what the operation is able to achieve. While in principle the EU fleet is supposedto seize boats and arrest people smugglers, in reality the people smugglers are largely able toprotect themselves and their boats by remaining within Libyan territorial waters. Only the morejunior members of the people-smuggling gangs venture out into international waters. Likewise, thepeople smugglers restrict the use of their more valuable wooden boats to within Libyan territorialwaters. Only cheap rubber dinghies that are easy to replace (because they are mass-produced inChina) are sent out into international waters. Therefore, at present, most of what Operation Sophiadoes is to save refugees and migrants from drowning. While Operation Sophia is also able to seize afew low-value boats and to arrest a few junior people smugglers, the EU fleet's ability to do this islimited. Overall, Operation Sophia is achieving very little of its stated purpose. -------------------------------------------------------------------------------- Page 3 3.2. However, if Operation Sophia proceeds to phase 2B, it will become easier for the EU fleet to seizeboats. If Operation Sophia proceeds to phase 3, it will become easier still. As discussed above, ifrefugees and migrants are deprived of access to boats, they could be stranded in Libya, where theywould be in serious danger of violence.3.3. There is also a risk — difficult to estimate — that the people smugglers would be driven to engage inpractices that would increase the refugees' and migrants' danger of drowning (e.g. forcing morepeople onto each boat, when the boats are already overcrowded).3.4. Moreover, if the EU provides resources to the Libyan coastguard to undertake activities similar tothose planned for Operation Sophia, then the Libyan coastguard would be free to return anyone itsaves from drowning back to Libya. The non-refoulement principle would not apply in this case.More generally, we do not know what human rights standards would be applied by the Libyanauthorities in that situation — they may not be as rigorous as European human rights standards.3.5. On 9 April 2016 the UK Guardian reported on a plan for phase 2B according to which the EU fleetwould attempt to turn boats full of refugees and migrants back to Libya. If this report is true, thenthe plan would represent an attempt to take advantage of a possible legal loophole — so long asrefugees and migrants remain on the boat in which they left Libya, it is at least arguable that theyare not under EU jurisdiction, and that therefore the non-refoulement principle does not apply tothem. The EU would therefore be able to avoid the consequences of the non-refoulement principleeven without the cooperation of the Libyan coastguard.3.6. Quite apart from the possible effects on refugees and migrants, Operation Sophia (or similaractivities) could have an effect on the situation in Libya. The EEAS and the relevant staff of theMember State Permanent Representations appear to be fully aware of this, and to be genuinelycommitted to the success of the Libyan political agreement. They will therefore wary of doinganything that could increase the instability in Libya.3.7. It is difficult to predict what the consequences of NATO involvement would be. Potentially, the moreactors become involved, the more difficult it will become to hold any of them to account for anyconsequences.4. How civil society organisations might approach Operation Sophia4.1. As described in paragraph 3.1 above, Operation Sophia remains relatively harmless for now. In fact,as it is saving refugees and migrants from drowning, it is currently doing more good than harm!However, it is unlikely that EU policy-makers will remain content with a situation in which OperationSophia is not achieving its real purpose, and we would therefore expect EU policy to develop overthe coming months. If new circumstances makes it look likely that Operation Sophia, or somerelated activity off the Libyan coast, will be harmful, then civil society organisations may wish toincorporate a critique of this into their broader critique of EU migration policy.4.2. We would therefore recommend a “watch and wait” approach to Operation Sophia. Interested civilsociety organisations would be well advised to keep track of developments, and to be ready toadvocate against any developments that are likely to be harmful. So, for example, if the EUauthorities pursue a policy that strands refugees and migrants in Libya, civil society organisationsshould argue that this is inhumane. Similarly, if the EU authorities find some way around the non-refoulement principle (e.g. by providing resources for the Libyan coastguard to force refugees andmigrants to return to Libya), civil society organisations should criticise this.4.3. The EU authorities (specifically, the EEAS and the relevant staff of the Member State PermanentRepresentations) appear to be highly image-conscious where Operation Sophia is concerned. Theyare keen for Operation Sophia to be perceived as a search and rescue operation, even though it wasnever designed as one. Similarly, they are keen that the drowning of refugees and migrants isblamed entirely on the people smugglers, and not on the EU, in spite of the fact that the peoplesmugglers are kept in business by the EU's refusal to provide safe routes into the EU. This image-consciousness implies that they are likely to take criticism from civil society organisations seriously.Civil society organisations may therefore have a role to play in shaping future policy.Tim Harman, Quaker Council for European Affairs9 May 2016


http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/980911/index.html?stampa=si&part=dossier_dossier1

NOTA N. 58 L'ESTENSIONE DEL MANDATO DI EUNAVFOR MED
Il 20 giugno 2016 il Consiglio affari esteri, riunito a Lussemburgo sotto la presidenza dell'Alto rappresentante Mogherini, ha adottato la Decisione (PESC) 2016/993 che estende il mandato dell'operazione EUNAVFOR MED "SOPHIA"1 : oltre alla proroga di un anno, vengono introdotti due compiti aggiuntivi della missione, l'uno avente ad oggetto la formazione della guardia costiera e della marina libica, l'altro riguardante il contributo all'attuazione dell'embargo delle Nazioni unite sulle armi. La decisione fa seguito a quando già stabilito dal Consiglio affari esteri nella riunione del 23 maggio 2016: come riportato nelle Conclusioni, in quella sede erano già state convenute sia la proroga di un anno, sia l'estensione dei compiti. Quanto al primo di questi ultimi, si era registrata la richiesta da parte del Governo di accordo nazionale libico, quanto al secondo si attendeva l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU: l'adozione, il successivo 14 giugno, della risoluzione 2292(2016), ha consentito al Consiglio di deliberare formalmente. Si tratta in realtà di un'evoluzione preparata da tempo: entrambi i compiti aggiuntivi, così come la proroga di un anno, erano stati già prospettati da un documento di lavoro del SEAE dal titolo EUNAVFOR Med Operation Sophia (ENFM) Strategic Review, trasmesso al Comitato politico e di sicurezza il 13 aprile 20162 . L'8 giugno 2016 il Ministro degli esteri Gentiloni ha dato formalmente notizia dell'estensione del mandato alle Commissioni riunite esteri e difesa delle Camere nell'ambito delle usuali comunicazioni del Governo sullo stato delle missioni in corso e degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione. Restano invece confermati, senza modifiche, i compiti iniziali della missione e, soprattutto, il loro stato di attivazione: l'esecutivo guidato da al-Sarraj, infatti, non ha avanzato richieste in tal senso, né si è espresso il Consiglio di sicurezza: l'operazione rimane assestata sul primo livello della seconda fase, avviato il 7 ottobre 2015, che comprende fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti in alto mare di imbarcazioni sospettate di essere usate per il traffico e la tratta di esseri umani, mentre non può ancora procedere né a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti nelle acque territoriali e interne libiche (fase 2.ii), né, tantomeno, all'adozione di tutte le misure necessarie nei confronti delle imbarcazioni e relativi mezzi, anche mettendoli fuori uso o rendendoli inutilizzabili, sul suolo libico (fase 3).
 La proroga La Decisione (PESC) 2015/778 del Consiglio del 18 maggio 2015, istitutiva della missione, aveva previsto una durata di dodici mesi dal raggiungimento della piena capacità operativa, condizione che si è realizzata il 27 luglio 2015, circa un mese dopo l'avvio dell'operazione, autorizzato dalla Decisione (PESC) 2015/972 del Consiglio del 22 giugno 2015. Con la decisione del 20 giugno 2016, il mandato viene prorogato, con effetto immediato, fino al 27 luglio 2017. 1 La presente nota rappresenta una continuazione e un aggiornamento della precedente documentazione in materia predisposta dal Senato , cui si rinvia in particolare la Nota del Servizio affari internazionali n. 2 sulle operazioni militari navali nel Mediterraneo del 9 luglio 2015 e la Nota su atti dell'Unione europea del Servizio studi n. 17 del 15 settembre 2015 sul passaggio alla seconda fase dell'operazione. Si veda anche la scheda contenuta nel Dossier "Le missioni militari dell'Unione europea", n. 338, di giugno 2016, a p. 41. 2 Il testo, qualificato come LIMITE e destinato cioè, pur senza essere classificato, ad una circolazione interna, non è pubblicato. Servizio studi Servizio delle Commissioni Per quanto riguarda gli aspetti finanziari vige il principio generale per cui ogni Stato membro contribuisce nella misura nella quale vi partecipi (costs lie where they fall). Per la ridotta parte a carico del meccanismo di finanziamento comune "Athena", il Consiglio stima, per il periodo 28 luglio 2016-27 luglio 2017, una spesa di 6.700.000 euro 3 : sulla base dell'attuale riparto, la quota a carico dell'Italia sarebbe poco superiore ai 700.000 euro.
I compiti aggiuntivi 1. La formazione della guardia costiera e della marina libica Il primo dei compiti aggiuntivi che la decisione del 20 giugno 2016 assegna alla missione riguarda il contributo allo sviluppo delle capacità e alla formazione della guardia costiera e della marina libiche nei compiti di contrasto in mare, in particolare per prevenire il traffico e la tratta degli esseri umani, come enunciato dal nuovo articolo 2-bis inserito nel testo della Decisione (PESC) 778/2015. I contatti dell'Unione europea con la guardia costiera libica non sono mai cessati: ciò è avvenuto sia attraverso la residua presenza della missione civile PSDC di assistenza al controllo delle frontiere EUBAM Libia, basata a Tunisi ma mai terminata in attesa di un ritorno all'operatività, sia attraverso limitate attività di formazione nell'ambito del programma "Seahorse Mediterranean Network", finanziato dalla Commissione. Il documento di lavoro del SEAE del 13 aprile 2016 prevedeva espressamente un possibile sviluppo della missione navale nel senso dell'addestramento della guardia costiera nonché della marina libiche, sia in acque internazionali sia in acque territoriali, previo invito dei Libici. Il 16 maggio scorso, in occasione della riunione ministeriale sulla Libia tenutasi a Vienna, copresieduta dal segretario di Stato americano Kerry e dal ministro Gentiloni e alla quale hanno partecipato i rappresentati di numerosi Paesi europei e della regione, di organizzazioni regionali, compresa l'Unione europea, nonché, per la prima volta, il presidente Al-Sarraj, quest'ultimo aveva avanzato una richiesta in tal senso, registrata nel Joint Communique rilasciato al termine dell'incontro. Il successivo 21 maggio lo stesso Al-Sarraj ha indirizzato una lettera all'Alto rappresentante Mogherini con la quale si confermava la richiesta, pur rinviando a successive intese la concreta definizione del contributo europeo. Il 24 maggio il Consiglio affari esteri ha approvato di estendere in questo senso il mandato della missione. Contrariamente alle attese, l'adozione delle conclusioni in materia è stata oggetto di dibattito. La lettera di Al-Sarraj, sollecitata da Bruxelles, non ha incontrato una positiva accoglienza da parte della Germania, i cui rappresentanti nel Consiglio e nel Comitato politico e di sicurezza (COPS) si sono posti in aperto contrasto con il SEAE, e in parte della Francia, Paesi che hanno sollevato anche dubbi sulla solidità e legittimità della Guardia costiera libica, lettura che tuttavia non corrisponderebbe ai rilievi sul campo del SEAE e delle stesse Nazioni unite. La soluzione di mediazione approvata, proposta dall'Alto rappresentante, non cita espressamente la lettera (che del resto non compare nemmeno nelle premesse della decisione del 20 giugno): ciò si è reso necessario per la regola dell'unanimità, nonostante gli altri Stati membri intervenuti, inclusa l'Italia, avessero invece sostenuto l'ipotesi di farne menzione. L'adozione di una decisione formale è stata poi rinviata in attesa della risoluzione ONU sull'embargo di armi, stante la ferma volontà franco-tedesca di non scindere il lancio dei due compiti. Nella decisione del Consiglio del 20 giugno 2016 si prevede che sia il COPS a stabilire il momento dell'inizio dell'attività, una volta che saranno stati compiuti i necessari preparativi, comprese le procedure di controllo dei tirocinanti. Le attività si svolgeranno nelle acque internazionali nelle quali opera EUNAVFOR MED, salva la possibilità, previa valutazione del Consiglio e decisione del COPS, che ciò avvenga nel territorio ovvero nelle acque libiche o di uno Stato terzo ospitante vicino della Libia (chiaro il riferimento alla Tunisia), sulla base di un loro invito. Non saranno invece necessarie ulteriori decisioni qualora parte dell'attività sia svolta, sempre dietro invito, all'interno di uno Stato membro. È infine previsto che, al fine di svolgere le procedure di controllo e 3 La cifra si aggiunge agli 11.820.000 euro già stabiliti, per il periodo precedente, dall'articolo 11, par. 2, della decisione del 18 maggio 2015, cifra più elevata che scontava tuttavia i costi di avvio. previo loro consenso, i dati dei tirocinanti possano essere condivisi con gli Stati membri, UNSMIL (la missione ONU), Europol e Frontex. Da ultimo occorre ricordare che, all'interno del Quadro di partenariato con gli Stati terzi nell'ambito dell'agenda europea sulla migrazione, annunciato lo scorso 7 giugno dall'AR-VP Mogherini e dal Primo VP Timmermans, la Commissione europea ha stanziato una somma di 100 milioni di euro a favore della Libia, di cui solo una piccola parte è stata spesa e che, come indicato dalla stessa Commissione, potrebbe essere utilizzata anche per il sostegno alle attività di addestramento condotte dalla missione navale4 . 2. L'attuazione dell'embargo ONU sulle armi Il secondo dei compiti aggiuntivi che la decisione del 20 giugno 2016 assegna alla missione riguarda invece la condivisione delle informazioni e l'attuazione dell'embargo delle Nazioni unite sulle armi in alto mare al largo delle coste libiche, oggetto del nuovo articolo 2-ter inserito nel testo della Decisione (PESC) 778/2015. Con la risoluzione 1970 (2011) del 26 febbraio 2011, adottata nel pieno della repressione dell'insurrezione da parte del regime di Gheddafi, il Consiglio di sicurezza aveva adottato, tra le altre misure, un embargo pressoché totale sulle armi da e per la Jamahiriya, modificato e confermato in numerose altre risoluzioni, da ultimo la 2278 del 31 marzo 2016. Da una parte, come evidenziato e documentato dal Rapporto finale del marzo 2016 del Gruppo di esperti istituito dalla risoluzione 1973 (2011), l'embargo è stato ripetutamente violato da più parti e si renderebbero perciò necessari maggiori controlli per garantirne l'effettività. Non sfugge peraltro come il perdurante approvvigionamento dall'esterno delle varie fazioni ostacoli il consolidamento del Governo di accordo nazionale riconosciuto dalla comunità internazionale. Dall'altra, come si legge nel comunicato di Vienna del 16 maggio, il governo di Al-Sarraj ha manifestato l'intenzione di chiedere maggiori esenzioni all'embargo all'apposito Comitato del Consiglio di sicurezza istituito dalla risoluzione 1970 (2011) e che dispone di questo potere, al fine di combattere il Daesh e gli altri gruppi terroristici riconosciuti come tali. Il Consiglio dell'Unione europea, nelle proprie conclusioni del 23 maggio 2016, ha ritenuto -senza discussioni, secondo quanto agli atti- di tradurre il proprio impegno in un compito aggiuntivo di EUNAVFOR MED, subordinatamente ad una nuova risoluzione ONU. Anche questo tema, in realtà, era stato affrontato, come possibile estensione del mandato della missione navale, nel documento di lavoro del SEAE del precedente 13 aprile, con la finalità del contrasto al terrorismo, senza peraltro escludere l'ipotesi poi abbandonata che ciò potesse avvenire anche nelle acque territoriali libiche. Il 14 giugno, il Consiglio di sicurezza ha approvato all'unanimità la risoluzione 2292(2016)5 , con la quale autorizza, per un periodo di dodici mesi e sull'espresso presupposto di impedire il trasferimento di materiale all'ISIS e ad altri gruppi terroristici, gli Stati membri, individualmente o attraverso organizzazioni regionali, con le opportune consultazioni con il Governo di accordo nazionale, ad ispezionare senza indugio, in alto mare, navi da e per la Libia per le quali vi sia ragione di ritenere che stiano trasportando armi o materiale correlato da o per la Libia, direttamente o indirettamente, in violazione dei paragrafi 9 e 10 della risoluzione 1970 (2011) e successive modificazioni. Vi si prevede inoltre che ogni ispezione sia preceduta da tentativi in buona fede per ottenere il consenso dello Stato di bandiera. Da notare che l'adozione della risoluzione è stata preceduta da dissensi su questo punto specifico, tanto che la sua approvazione unanime non era scontata: da parte della Russia e della Cina, infatti, si voleva tutelare il principio della giurisdizione esclusiva dello stato di bandiera  4

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-2118_en.htm.

L'ipotesi era già nota e citata nel documento di lavoro del SEAE del 13 aprile 2016, dove si parla di una cifra di 50 milioni immediatamente disponibile per il supporto diretto al GNA.

5 Per un resoconto del negoziato che ha preceduto la risoluzione si veda

http://www.whatsinblue.org/2016/06/vote-on-aresolution-on-maritime-interdiction-to-implement-the-arms-embargo-on-libya.php,

mentre per le dichiarazioni successive

http://www.un.org/press/en/2016/sc12401.doc.htm

 Il che avrebbe tuttavia rischiato di svuotare di contenuto l'autorizzazione. La mediazione ha portato a sostituire l'iniziale verbo proposto seek (cercare) con obtain (ottenere). La risoluzione autorizza altresì all'utilizzo di "tutti i mezzi commisurati alle specifiche circostanze" nella conduzione di tali ispezioni: anche qui la formulazione, su richiesta di alcuni membri del Consiglio di sicurezza, è stata ammorbidita rispetto all'iniziale "tutte le misure necessarie". È inoltre prevista un'autorizzazione a sequestrare e smaltire i prodotti contrabbandati, nonché a raccogliere prove del trasporto di prodotti vietati. La decisione del Consiglio dell'Unione europea del 20 giugno riprende quasi testualmente la risoluzione ONU. Come per l'attività di addestramento, il concreto avvio del compito aggiuntivo è demandato a una deliberazione del COPS. In aggiunta rispetto alla risoluzione troviamo la previsione, del resto prospettata dal SEAE nel suo documento di lavoro, della raccolta di informazioni e, soprattutto, della loro condivisione con i partner e le agenzie pertinenti: anche laddove siano classificate, ma solo fino al livello di "RESTREINT UE" e sulla base di disposizioni concordate tra l'Alto rappresentante e i partner, nel pieno rispetto dei principi di reciprocità e inclusione. Sempre in tema di condivisione di informazioni, la decisione del 20 giugno introduce anche una disposizione di applicazione generale nell'articolo 12 della decisione (PESC) 2915/778, autorizzando l'AR, in caso di esigenze specifiche, a comunicare alle legittime autorità libiche le informazioni classificate fino al livello "RESTREINT UE" prodotte ai fini di EUNAVFOR MED e secondo disposizioni concordate tra lo stesso AR e le autorità libiche competenti. Non ha trovato invece per ora attuazione la proposta, contenuta nel citato documento di lavoro del 13 aprile, di un'estensione dell'area delle operazioni a nord e a est, e cioè ai tratti di mare non coperti né da EUNAVFOR MED, né da Frontex, né dalla NATO, una soluzione che veniva resa auspicabile dal prevedibile maggiore afflusso di migranti da sud a seguito della chiusura della rotta balcanica. __________________ A cura di Francesco Gilioli 27 giugno 2016
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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro