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martedì 19 luglio 2016

Migliaia di naufraghi tratti in salvo a nord della costa libica, i migranti ripetono: meglio morire in mare che essere riportati in Libia. Si completa la militarizzazione del Mediterraneo, e il numero delle vittime aumenta.


Dopo pochi giorni di pausa, dovuta al maltempo, riprendono con cadenza ormai periodica le partenze dalla Libia ed i salvataggi in mare, operati in prevalenza da navi umanitarie e della Guardia Costiera italiana, oltre che dalle navi militari italiane del dispositivo Mare Sicuro. Generalmente sottovalutato il ruolo delle navi umanitarie, le prime ad intervenire, più vicino alla costa libica. Sono loro che, con le navi italiane, sono intervenuti nella maggior parte dei 26 eventi di soccorso segnalati nelle ultime 24 ore. I migranti che vengono soccorsi dichiarano che sarebbe meglio morire in mare piuttosto che essere riportati indietro in Libia.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/07/19/

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/07/19/migranti-soccorsi-in-mille-da-marina-in-canale-sicilia_96ee5494-a8e4-4eb4-876c-c8876eb4d4cf.html

http://www.aljazeera.com/blogs/europe/2016/07/refugees-die-sea-return-libya-160718165132671.html

Si susseguono sempre più frequenti i comunicati di Frontex e di Eunavfor Med che riferiscono di cifre totali di migranti soccorsi da queste operazioni che non corrispondono con il numero delle persone effettivamente imbarcate a bordo delle navi coinvolte in operazioni SAR ( ricerca e salvataggio) nelle acque del Mediterraneo centrale e poi sbarcate nei porti italiani. Tutti possono vedere chi ha effettuato i salvataggi e chi ha sbarcato i migranti a terra. Le due agenzie non dicono mai quante navi europee sono operative in questo periodo nel Mediterraneo centrale. Da quello che si vede sono assai poche.

http://af.reuters.com/article/worldNews/

http://www.eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eunavfor-med/index_en.htm

Sembra che gli esperti nella comunicazione delle operazioni navali europee nel Mediterraneo centrale cerchino di accrescere il numero delle persone che risulterebbero soccorse da navi che militari che in realtà svolgono soprattutto un ruolo di controllo e di dissuasione. Ormai Twitter ha sostituito i comunicati stampa, ma troppi dati non quadrano. Con il nome di "Operazione Sofia", malgrado il mandato sembri più orientato al contrasto dell'immigrazione che definiscono "illegale", anche EUNAVFOR MED "aiuta i migranti nel Mediterraneo".

http://www.euintheus.org/press-media/eunavfor-med-operation-sophia-helping-migrants-in-the-mediterranean/

http://www.eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eunavfor-med/news/20160714_01_en.htm

https://mobile.twitter.com/EUNAVFORMED_OHQ/status/755325653831053313?s=07

https://mobile.twitter.com/Frontex/status/755330940696756224?s=04

Rispondono le navi umanitarie... quelle che i migranti li portano davvero a terra, quando non sono costretti a trasbordarli sulle navi militari. In queste ore, ad operare anche a 15 miglia dalla costa libica, una zona che comunque è affollata di navi militari che sorvegliano, sono le navi umanitarie Bourbon Argos di MSF, Aquarius di SOS Mediterraneè, le navi tedesche Sea Watch e Sea Eyes, le navi civili maltesi Phoenix e Topaz Responders dell'operazione MOAS - Emergency, e la guardia costiera italiana. Basta controllare chi fa davvero i salvataggi andando a visitare il sito 

 https://www.marinetraffic.com/en/ais/home/centerx:13/centery:33/zoom:9

o seguire i siti ed i tweet delle organizzazioni umanitarie

http://www.doctorswithoutborders.org/article/msf-mediterranean-two-days-three-ships-1300-rescued

https://mobile.twitter.com/emergency_ong/status/754958572069515264?s=04

 I piani europei più aggressivi, di ingresso nelle acque libiche, la fase 2b e la fase 3 di EUNAVFOR MED sono bloccati dalla mancanza della autorizzazione richiesta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e soprattutto dalla confusa situazione politico-militare in Libia, dove ancora non si riesce a trovare un'intesa su un governo unitario. sembra ormai computo il progetto di una completa militarizzazione del Mediterraneo, ma il numero dei morti aumenta anche se il numero delle persone che s'imbarcano corrisponde a quelli degli anni precedenti.

http://www.tripolipost.com/articledetail

https://nawaat.org/portail/2016/07/13/la-militarisation-de-la-mediterranee-sous-couvert-de-lutte-contre-limmigration/

https://www.proasyl.de/news/teurer-etikettenschwindel-die-eu-militaeroperation-sophia-im-mittelmeer/

Posted: 
07/08/16
Humanitarian Emergencies, Missing Migrants
Italy - IOM reports an estimated 230,885 migrants and refugees entered Europe by sea in 2016 through 6 July, arriving mostly in Italy and Greece. This means that since IOM’s last briefing on Tuesday, over 3,500 migrants and refugees have arrived in Italy and Greece.
So far this year 2,920 deaths have been recorded, compared with 1,838 through the first six months of 2015.

https://www.iom.int/news/mediterranean-migrant-arrivals-2016-230885-deaths-2920

Procede anche la militarizzazione delle aree portuali, soprattutto a Catania, sede di un ufficio Frontex

http://catania.meridionews.it/articolo/45408/porto-nuova-struttura-per-gli-sbarchi-dei-migranti-antirazzisti-controllare-che-non-diventi-hotspot/

Le diverse guardie costiere libiche, già in contatto con le polizie di frontiera europee e coinvolte in piani di addestramento in Europa, cercano intanto di accreditarsi bloccando piccoli gruppi di migranti prima dell'imbarco e trattandoli come illegali, rigettandoli nei centri di detenzione esposti ad ogni tipo di abuso. Presto tutto questo potrebbe succedere con il concorso della nuova Guardia Costiera europea. I piani sono già pronti. Ma a Bruxelles anche in questo campo sono più le divisioni che i punti di accordo. Per questo si ricorre ad operazioni di immagine e si volta la faccia di fronte alla realtà.

http://www.eeas.europa.eu/top_stories/2016/160711_en.htm

http://www.meltingpot.org/Piano-per-bloccare-i-profughi-Human-Rights-Watch-accusa-l.html#.V44NFLTNVqM

http://statewatch.org/news/2016/jun/eu-border-guard-compromise.htm

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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