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venerdì 8 luglio 2016

Miracolo a Lampedusa : un Hot Spot modello per l'Europa ? Dove hanno portato il Presidente Grasso ? Ancheil Cara di Mineo una "best practice"?


Visita del Presidente del Senato Grasso a Lampedusa.
Valutazioni positive. Hotspot di Contrada Imbriacola esempio per l'Europa.
 Una visita "preparata" molto bene. Chissà dove avranno portato i piccoli migranti detenuti per settimane contro ogni norma di legge. Un modello di Hotspot da applicare anche in altri centri. Magari anche a Mineo...

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/02/a-lampedusa-il-nuovo-approccio-hotspot.html

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/07/cara-mineo-ispezione-della-commissione.html

“We are refugees, we need freedom”. ‘Siamo rifugiati, abbiamo bisogno di libertà’, ‘Vogliamo andarcene da questa prigione’. Scritte a penna, sulle lenzuola di carta del centro, le richieste dei migranti residenti nella struttura di Contrada Imbriacola hanno attirato l’attenzione dei lampedusani, abituati a piccoli gesti di solidarietà verso gli ospiti dell’isola - dalla connessione wi-fi in bar e spazi comuni a lezioni di lingua improvvisate - e solo in piccola parte ostili a chi approda qui, dopo viaggi estenuanti attraverso nord Africa e Medio Oriente.

In protesta contro l’hotspot. Iniziata venerdì 6 maggio, la protesta è la terza da quando, nel settembre 2015, l’ex-centro di primo soccorso e accoglienza, incassato in una valletta nell’interno dell’isola, è stato dichiarato hotspot, primo delle dieci strutture oggi attive a livello europeo (5 in Grecia e 5 in Italia). Cittadini eritrei che, secondo le procedure di relocation previste dall’Agenda sulle Migrazioni della Commissione UE, potevano essere trasferiti verso altri paesi europei, erano scesi in strada a dicembre e gennaio per criticare un sistema che, nei fatti, gli avrebbe costretti ad accettare la meta scelta dai funzionari dell’Unione".


http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2016

 Avranno riparato il padiglione bruciato dai tunisini quando  le forze di polizia volevano eseguire un respingimento collettivo direttamente da Lampedusa ?

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/19/foto/incendio_centro_immigrati_lampedusa_gli_arrestati_a_porto_empedocle-140103886/1/#1

Si vede che il divieto di ingresso imposto alla Campagna Lasciatecientrare ed ai giornalisti indipendenti serviva per preparare questa sorpresa.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/07/08/grasso-hotspot-lampedusa-modello-ue_40e42f1b-c264-45a6-a0f4-57147bb1f4cf.html

http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2016/05/Rapporto_Hotspots_Il-diritto-negato_Oxfam_19mag16.pdf

Comunque davvero un miracolo. Appena quattro mesi fa la Commissione Diritti Umani del Senato criticava duramente l'Hot Spot di Lampedusa. Il Presidente Grasso avrà letto il rapporto ?

Anche se gli hotspot assumessero la natura di centri chiusi e quindi assimilabili ai Cie, il cittadino straniero trattenuto ha comunque il diritto di essere informato sulla possibilità di chiedere protezione internazionale, come ribadito all’art. 6, co. 4, del D.Lgs. 142/2015: "Lo straniero trattenuto nei centri di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, riceve, a cura del gestore, le informazioni sulla possibilità di richiedere protezione internazionale. Al richiedente trattenuto nei medesimi centri sono fornite le informazioni di cui all'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, con la consegna dell'opuscolo informativo previsto dal medesimo articolo 10".
In una comunicazione della Commissione europea del 15 dicembre scorso si chiede all'Italia di incrementare gli sforzi, anche a livello legislativo, per assicurare una cornice legale allo svolgimento delle procedure previste per l'hotspot con particolare riferimento all'uso della forza per il rilevamento delle impronte nei confronti di chi si rifiuta in modo da ridurre i tempi di permanenza nelle strutture e si ribadisce che l'obiettivo da perseguire nel più beve tempo possibile è quello del 100% delle identificazioni dei migranti sbarcati17.
Il ricorso all'uso della forza incide evidentemente sulla sfera della libertà personale e non si può prescindere da quanto previsto in questi casi dalle leggi italiane. La legge prevede espressamente le uniche ipotesi in cui le forze di polizia sono autorizzate a procedere in modo coattivo, cioè utile a vincere le resistenze passive del destinatario che non si trovi in stato di arresto o di fermo18. L’art. 349 comma 2 bis cod. proc. pen. consente esclusivamente, nei confronti di una persona sottoposta a indagini preliminari, il prelievo coattivo di capelli o saliva, comunque nel “rispetto della dignità personale del soggetto, previa autorizzazione” del Pubblico ministero. Quella relativa al prelievo di capelli e saliva è l’unica forma di identificazione coatta contemplata dal legislatore. La questione è molto delicata, al punto che già nel 1962, con la sentenza n. 30, la Corte costituzionale evidenziò che “ spetta unicamente al legislatore, il quale, avendo di mira, nel rispetto della Costituzione, la tutela della libertà dei singoli e la tutela della sicurezza dei singoli e della collettività, potrà formulare un precetto chiaro e completo che
17"Further efforts, also at legislative level, should be accelerated by the Italian authorities in order to provide a more solid legal framework to perform hotspot activities and in particular to allow the use of force for fingerprinting and to include provisions on longer term retention for those migrants that resist fingerprinting. The target of a 100% fingerprinting rate for arriving migrants needs to be achieved without delay", COM(2015) 679.
18 http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2014/12/IDENTIFICAZIONE.-OBBLIGHI-E-FACOLTA2.pdf. 23
Rapporto sui Centri di identificazione ed espulsione - febbraio 2016
indichi, da una parte, i poteri che, in materia di rilievi segnaletici, gli organi della polizia di sicurezza possano esercitare perché al di fuori dell'applicazione dell'art. 13 della Costituzione e, dall'altra, i casi ed i modi nei quali i rilievi segnaletici, che importino ispezione personale, ai sensi dello stesso articolo, possano essere compiuti a norma del secondo e del terzo comma del medesimo art. 13.”. Poiché la legge vigente non prevede che le autorità di pubblica sicurezza possano fare ricorso all’uso di altre forme di coazione fisica per costringere una persona a sottoporsi ai rilievi foto-dattiloscopici, tale uso è da considerarsi illegittimo e penalmente rilevante.
Data la presenza altissima e costante di profughi provenienti dall'Eritrea nei flussi dalla Libia verso l'Italia (38.612 persone sbarcate in Italia in tutto il 2015 e 870 persone solo a Lampedusa, da settembre 2015 a metà gennaio 2016), la questione, delicatissima, pare essere cruciale per l'effettivo funzionamento dell'Agenda Ue e in particolare per quanto riguarda il ricollocamento. In questo senso il momento informativo diviene fondamentale: solo informative complete e chiare sull'accesso a quella procedura possono determinarne la riuscita. Per fare ciò, rispetto a quanto registrato a Lampedusa, è indispensabile che l'UNHCR abbia una presenza più massiccia in questa fase e che venga rafforzata l'operatività dell'EASO che, da quanto previsto nel piano europeo, dovrebbe occuparsi di dare informazioni sulle procedure d’asilo e supervisionare l'individuazione dei richiedenti asilo che corrispondano alle caratteristiche richieste dagli Stati membri.
Rimangono poi dei limiti pesanti a condizionare il decollo dei programmi di ricollocamento: il rifiuto di farsi identificare viene motivato dai profughi dal fatto di non poter scegliere il paese di destinazione, su cui, una volta avuto accesso al ricollocamento, possono esprimere solo una preferenza. La possibilità di determinare la destinazione di un richiedente asilo in un altro stato europeo in base all'esistenza di una rete familiare o una rete di conoscenze o di rapporti culturali (così come dalle clausole discrezionali dello stesso regolamento di Dublino) andrebbe privilegiata e diventerebbe un fattore incentivante per la partecipazione al programma.

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0ahUKEwjk6IvS0eTNAhVpLsAKHZgaDXkQFggjMAA&url=https%3A%2F%2Fwww.senato.it%2Fapplication%2Fxmanager%2Fprojects%2Fleg17%2Ffile%2Frepository%2Fcommissioni%2FdirittiumaniXVII%2Frapporto_cie.pdf&usg=AFQjCNEL7JJt77pWr9tTK5bhrCq2a7Z68Q&bvm=bv.126130881%2Cd.ZGg

http://www.huffingtonpost.it/2016/02/17/senato-hotspot-bubbico_n_9252158.html

Forse un  messaggio in vista di una assoluzione annunciata ?

http://www.giurisprudenzapenale.com/2016/07/07/lampedusa-hot-spot-detenzione-illegittima-dei-migranti-caso-khlaifia-allesame-della-grande-camera-edu/


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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