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domenica 31 luglio 2016

Nel contrasto dell’immigrazione irregolare, oltre gli arresti di scafisti e trafficanti, in terra ed in mare, ritornano nel mirino gli operatori umanitari. Crisi di sistema e sanzione penale: oltre la responsabilità individuale ?


1.Nel contrasto dell’immigrazione irregolare, oltre gli arresti di scafisti e trafficanti, in terra ed in mare, ritornano nel mirino gli operatori umanitari. A partire dal 2004, con il caso Cap Anamur, si è tentato di criminalizzare l’intervento umanitario. Dopo anni di processi questo tentativo è fallito.
Il Tribunale di Agrigento nell'udienza del 7 ottobre 2009 ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena “perché il fatto non costituisce reato” nei confronti di Elias Bierdel , del comandante Schmidt e del suo secondo, imputati di agevolazione dell’ingresso di clandestini dopo avere soccorso, nel giugno 2004, 37 naufraghi alla, deriva cento miglia a sud di Lampedusa. 
Chi effettua salvataggio a mare non commette dunque nessun reato. Il messaggio chiaro della sentenza è che gli stati devono rispettare non solo il diritto internazionale del mare, che vieta anche i respingimenti collettivi, ed il divieto di refoulement affermato dalla Convenzione di Ginevra, ma anche il diritto penale interno che sanziona l’omissione di soccorso, prevede lo stato di necessità ed esclude qualsiasi penalizzazione per l’assistenza umanitaria fornita senza scopo di lucro. E non saranno certo i magri incassi di una ONLUS a qualificare, come finalizzato allo scopo di trarre un vantaggio economico, l’intervento umanitario in favore di migranti irregolari, sia in terra che a mare.
Dopo anni di indagini, e dopo la audizione di numerosi testimoni, tutte le accuse contro i responsabili della Cap Anamur, formulate dalla Procura di Agrigento nell’estate del 2004, sono risultate destituite di ogni fondamento. E’ caduta la iniziale ipotesi accusatoria della forzatura del blocco navale che era stato imposto alla Cap Anamur, tenuta per due settimane al largo delle coste siciliane per decisione del governo italiano, ed è emersa la situazione di stato di urgenza e necessità, determinata a bordo della nave da una così lunga permanenza dei naufraghi, ai quali venivano impediti lo sbarco e la possibilità di fare valere la loro richiesta di asilo o di protezione umanitaria. E’ apparsa inoltre evidente la pretestuosità della ricostruzione dei fatti che - per contestare le aggravanti derivanti dalla ipotesi associativa- era giunta a coinvolgere anche il “secondo di bordo”, soggetto del tutto privo di autonoma capacità decisionale sulla condotta della nave, rimessa esclusivamente ai poteri del comandante. In questa prospettiva appare ancora più ingiustificata la carcerazione preventiva imposta agli imputati nei primi giorni dopo lo sbarco a Porto Empedocle ( Agrigento).
Il periodo di tempo trascorso tra la azione di salvataggio e la richiesta di attracco della Cap Anamur a Porto Empedocle, non erano certo imputabili ad una scelta nell’interesse personale dei responsabili della cap Anamur, o alla ricerca di un profitto ( il cd. dolo di profitto). In quello stesso periodo vi erano stati contatti tra i governi italiano, tedesco, maltese e la nave, i cui responsabili cercavano di fare sbarcare i naufraghi in un place of safety” nel pieno rispetto delle Convenzioni internazionali a salvaguardia della vita umana a mare e del diritto di asilo. I ritardi ed il clamore derivante da questa vicenda sulla stampa di tutto il mondo scaturivano esclusivamente dalle scelte di sbarramento dei governi coinvolti. Scelte sulle quali, proprio a partire dal 2004, si è costruita in questi anni la Fortezza Europa, senza arrestare significativamente l’immigrazione clandestina, ma producendo un numero incalcolabile di morti e di dispersi. Nello stesso anno veniva creata l’Agenzia per il controllo delle frontiere esterne Frontex, con il Regolamento 2007/2004/CE.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV%3Al33216

La sentenza adottata dal Tribunale di Agrigento ha costituito una importante affermazione dello stato di diritto di fronte al ricorrente tentativo delle autorità amministrative italiane di configurare “a posteriori” una fattispecie di responsabilità penale, in violazione del principio di legalità e della responsabilità personale sui quali si basa nel nostro sistema il diritto penale. Un tentativo che si sta dispiegando ancora oggi con il tentativo di attribuire pesanti responsabilità penali agli operatori umanitari quando assistono, in terra piuttosto che in mare, migranti privi di regolari documenti di ingresso.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2016/06/13/news/accompagnano-i-profughi-alla-caritas-e-a-udine-tre-volontari-rischiano-il-processo-1.272059

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/14/migranti-procura-udine-indaga-7-volontari-invasione-edifici-favoreggiamento-appello-su-change-arrestateci-tutti/2829993/

Dopo la successiva sentenza di condanna del Tribunale di Agrigento, nel processo a carico dei pescatori tunisini, che nel 2007 salvarono altri naufraghi alla deriva nel Canale di Sicilia, malgrado l'assoluzione dei due comandanti in grado di appello a Palermo, si sono verificate evidenti ripercussioni sul comportamento dei pescherecci operanti nel Canale di Sicilia. Di fatto gli interventi di soccorso da parte di pescherecci occupati in attività di pesca sono praticamente cessati. Molti migranti raccontano di avere visto sfilare vicino ai loro barconi pescherecci che non si sono fermati.

http://www.meltingpot.org/Assoluzione-per-i-due-comandanti-tunisini-che-hanno-salvato.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/26/prosciolti-i-due-pescatori-che-nel-2007salvarono-44-profughi-nel-canale-di-sicilia/160076/

2.La chiusura di tutti i canali legali di ingresso, l'assenza di corridoi umanitari e l'inasprimento delle sanzioni penali rinforzano il ruolo delle organizzazioni criminali e le rotte di ingresso in Europa diventano più lunghe e pericolose. La lotta contro il traffico e la tratta di esseri umani non può pregiudicare i diritti fondamentali dei migranti, a partire dal diritto alla vita e dal diritto ad essere soccorsi più sollecitamente possibile.

In tackling human trafficking and other forms of exploitation, it is imperative that we affirm that migrants’ rights are human rights and that they are entitled to the same respect and dignity to which all persons are entitled. We must all strive for this and remain united in the fight against human trafficking.

http://weblog.iom.int/migrants%E2%80%99-rights-must-be-upheld-help-combat-human-trafficking                                                                                          

Ancora oggi un esempio di come le navi militari dovrebbero collaborare con i mezzi delle organizzazioni umanitarie che sono rimaste a svolgere attivita' di ricerca e soccorso a Nord della acque libiche.                                                                                                                            
 http://afloat.ie/port-news/navy/item/33211-le-james-joyce-rescues-more-than-400-migrants

Dopo l’approvazione della legge Bossi-Fini le politiche sulla migrazione si erano basate su un progressivo inasprimento delle sanzioni penali riferibili all'ingresso irregolare nel territorio dello stato, sia pure per esigenze di soccorso, fino alla introduzione, nel 2009, del reato di immigrazione clandestina. Al di là del reato di agevolazione dell’ingresso “clandestino”, si è cercato fin dal 2004 di colpire gli operatori umanitari e gli interventi di salvataggio posti in essere da singoli o organizzazioni non governative. Con le diverse sanzioni, a carico dei trafficanti, degli scafisti, e poi degli stessi migranti, affidate al giudice penale, si è tentato di produrre un effetto dissuasivo che avrebbe dovuto limitare le partenze dai paesi di origine e di transito, un obiettivo di politica giudiziaria che appare evidentemente fallito. I sistemi di controllo delle frontiere affidati alla repressione penale si sono dimostrati in tensione sempre più forte con i doveri di soccorso e assistenza, come è apparso evidente nei mesi scorsi nelle isole greche di fronte alla costa turca.

http://www.vita.it/it/article/2016/01/18/grecia-volontari-arrestati-mentre-in-mare-i-profughi-continuano-a-mori/137964/

http://www.meltingpot.org/Isola-di-Lesbo-quando-salvare-vite-umane-diventa-un-crimine.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/01/liberati-in-grecia-gli-operatori.html

Nell'opinione pubblica, soprattutto per effetto degli organi di informazione più seguiti, si è quasi annullata la distinzione tra scafisti, intermediari e trafficanti. 
Nel corso degli anni, con modalità diverse, a seconda delle diverse fasi politiche e dei rapporti di collaborazione con i paesi di transito, ci sono state migliaia di denunce di “scafisti”, mentre è sempre stata più difficile la individuazione, e soprattutto la sanzione dei trafficanti, che generalmente se ne sono rimasti al sicuro in paesi dai quali non potevano essere estradati, o verso i quali nulla potevano le richieste di rogatoria internazionale. Gli intermediari, generalmente appartenenti alle comunità di origine dei migranti, hanno costituito una zona grigia sempre più estesa, mentre si chiudevano tutte le vie di ingresso legale. In realtà gli arrivi dei migranti sono dipesi più dalle mutate condizioni geopolitiche dei paesi di origine e transito, e dall'aggravarsi dei conflitti, più che dal numero degli arresti allo sbarco.
I procedimenti intentati nei confronti degli scafisti hanno avuto generalmente esiti molto rapidi, con la rimessione in libertà degli imputati, per il venir meno delle prove testimoniali nel corso del dibattimento, o per la condanna con riti abbreviati e conseguenti sconti di pena. 
Non ha giovato il ritardo in cui in molti casi sono stati effettuati gli incidenti probatori, e diversi testimoni, selezionati tra gli stessi migranti sbarcati, sono rimasti mesi, prima al centro Umberto primo di Siracusa, poi alla Caserma Bisconte di Messina, ma in qualche caso, come nel dicembre 2013 a Lampedusa, in attesa di potere formalizzare le loro dichiarazioni e venire rimessi nelle condizioni di proseguire il loro viaggio.

http://www.lasciatecientrare.it/j25/italia/news-italia/213-una-tendopoli-e-per-sempre-visite-ai-centri-di-accoglienza-temporanei-ex-caserma-di-bisconte-tendopoli-pala-nebiolo

http://meridionews.it/articolo/41339/messina-visita-in-centro-accoglienza-bisconte-testimoni-contro-scafisti-lasciati-senza-tutele/

Nella maggior parte dei casi,dopo la condanna, questi procedimenti penali si sono conclusi con un provvedimento di espulsione. Molti scafisti, una volta rimpatriati con scorta di polizia nei paesi di origine si sono rimessi ad operare ed a trasportare altri migranti. 

http://www.imolaoggi.it/2016/07/14/migranti-2-scafisti-arrestati-il-3-luglio-erano-gia-stati-espulsi-a-maggio/

Con il tempo però e con il moltiplicarsi degli sbarchi, meglio delle partenze, la figura dello “scafista” è profondamente mutata  al punto che sui numerosi gommoni che vengono messi a mare contemporaneamente,e che partono più recentemente dalle coste libiche,si trovano  migranti appositamente addestrati come "scafisti", ed addirittura  minorenni. 

http://ragusa.blogsicilia.it/800-dollari-per-guidare-il-gommone-fermati-scafisti-minorenni/345891/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-fermati-otto-presunti-scafisti-a-Taranto-a0fd5e4f-d7b5-406c-9594-950c6d6fdde1.html

Nella maggior parte dei casi, oggi, i soccorsi sono portati da navi umanitarie coordinate del Comando del Corpo della Guardia Costiera. Talvolta le circostanze drammatiche degli interventi, con gommoni fatiscenti gia' semiaffondati, non permettono di individuare a vista presunti scafisti. Si ripropone dunque la questione del rapporto tra le attivita' di indagine condotte dalla polizia giudiziaria e gli operatori della navi umanitarie, che potrebbero essere sentiti nella qualita' di persone informate dei fatti.  
Se oggi si dovessero verificare iniziative di carattere penale nei confronti di operatori di navi umanitarie, o di persone che prestano assistenza gratuita a terra dopo lo sbarco, come quelle che sono state adottate nelle isole dell’Egeo nei mesi scorsi, la conseguenza immediata potrebbe essere la sospensione delle missioni di ricerca e salvataggio, con un aumento consistente di morti e dispersi, a fronte della smobilitazione delle missioni europee Frontex Triton ed Eunavfor Med. Intanto si registra un "divorzio"  che non si puo' spiegare solo con ragioni economiche.                                                                                                      http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513391/Soccorso-migranti-conclusa-la-collaborazione-tra-Moas-ed-Emergency

Le condizioni di conflitto sulle coste libiche determinano una condizione molto simile a quella che si è determinata da tempo nelle zone interne di molte regioni africane dove gli interventi umanitari devono essere messi in sicurezza da una copertura militare e diventano quindi "embedded" dovendo rispondere a esigenze di controllo del territorio e di difesa militare che sono del tutto estranee alla normale attività di una organizzazione non governativa. Vanno dunque precisati moduli operativi concordati e precisi margini di autonomia per consentire che gli operatori umanitari, sia in terra che in mare, possano continuare a svolgere la loro missione fondamentale. In questa direzione occorre un riconoscimento reciproco delle diverse sfere di intervento e l'esclusione di qualunque pressione per limitare l'azione, altrimenti insostenibile, di chi presta soccorso ed offre assistenza. La repressione di quella che viene definita come "immigrazione illegale" non deve ridurre la capacità operativa delle organizzazioni umanitarie.

http://www.dirittiglobali.it/2016/06/crimine-del-samaritano/

3.Dopo la stagione dei respingimenti collettivi in mare, culminata con la condanna dell'Italia da parte della Corte Europea dei diritti dell'Uomo ( caso Hirsi) per i respingimenti effettuati nel 2009 ( e proseguiti nel 2010) verso la Libia, sembrava fosse prevalso il rispetto del diritto internazionale e degli obblighi di salvataggio sanciti dal diritto del mare e dalla normativa europea. Oggi però si sta cercando di rimettere in discussione il principio cardine della Convenzione di Ginevra che vieta di sanzionare chi entra irregolarmente nel territorio dello stato per chiedere asilo.  Ed allo stesso modo impone di non considerare perseguibile chi svolge attività di soccorso ed assistenza a titolo gratuito e volontario. Si rischia di assistere ad una svolta in senso repressivo, con il prevalere degli apparati di contrasto e repressione dell'immigrazione irregolare, rispetto alle attività ed alle organizzazioni che privilegiano la ricerca ed il soccorso in mare.

Dopo la strage del 3 ottobre 2013 davanti le coste di Lampedusa, con l'avvio della missione Mare Nostrum, lo sforzo dell'Italia era stato orientato prevalentemente al salvataggio di vite umane in mare, anche se le stragi erano continuate, seppure con frequenza minore rispetto a quella registrata prima dell'avvio della missione. 

http://m.espresso.repubblica.it/attualita/2013/10/11/news/io-scafista-della-morte-1.137322

Sulle navi di Mare Nostrum operavano funzionari di polizia, distaccati dal Ministero dell’interno, con il compito di effettuare preidentificazioni e di individuare i presunti scafisti prima dello sbarco a terra. 

http://unipd-centrodirittiumani.it/it/schede/Hirsi-Jamaa-e-altri-c-Italia-illegali-i-respingimenti-verso-la-Libia-del-2009/249

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/02/frontex-critica-litalia-perche-salva.html


http://www.ilpost.it/2015/02/11/differenza-mare-nostrum-triton/


http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/operazioni-concluse/Pagine/mare-nostrum.aspx

L'attività di individuazione dei presunti scafisti, con la missione Frontex Triton, e poi con l’intervento di numerose navi umanitarie, è diventata molto più complessa. Le indagini successive alla strage di Lampedusa del 3 ottobre del 2013 aprivano un filone che si traduceva in tre importanti operazioni di polizia denominate Glauco, con l'arresto di numerosi trafficanti, oltre che dei soliti "presunti scafisti".

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/scafisti-arrestati-bilancio-ministro-alfano.aspx

http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/11/24/immigrazione-da-inizio-anno-arrestati-500-trafficanti-di-esseri-umani-scafisti-inclusi/

http://gds.it/2015/04/20/operazione-glauco-le-indagini-sui-presunti-organizzatori-degli-sbarchi-il-video_344339/

http://www.grandangoloagrigento.it/operazione-glauco-smantellato-traffico-di-esseri-umani-arresti-ad-agrigento-e-in-altre-citta-foto-e-video/

http://palermo.gds.it/2016/02/06/palermo-traffico-di-migranti-eritreo-latitante-arrestato-in-germania_471094/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Operazione-polizia-Glauco-3-inchiesta-DDA-Palermo-Uccidevano-i-migranti-e-ne-vendevano-organi-pentito-sulla-tratta-degli-esseri-umani-0b0e040e-ee29-44ab-8b3f-abb2c2e7069a.html

https://www.radioradicale.it/scheda/480278/conferenza-stampa-sulloperazione-glauco-3-traffico-di-esseri-umani 

A seguito della chiusura dell'operazione Mare Nostrum, dal mese di gennaio del 2015, l'avvio della missione Triton di Frontex era stato funestato da un aumento esponenziale di naufragi in mare per ritardi nei soccorsi, dovuti alla iniziale carenza di mezzi. Le indagini penali avevano prospettato l'esistenza di navi madre o di cargo fantasma, sulla rotta dall'Egitto. Rotta che all'inizio del 2015 veniva chiusa, per il maggiore impegno del governo egiziano a bloccare le partenze, come del resto avveniva da parte del governo turco, a seguito degli accordi stipulati con l'Unione Europea. 

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/08/le-navi-madre-esistono-davvero-ma-sono.html?m=1

http://www.dirittiglobali.it/2016/05/85170/

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/laser/Cargo-fantasma-trafficanti-in-carne-e-ossa-7648757.html

 Le modalità di intervento delle navi europee di Frontex non avevano accresciuto la qualità degli arresti e delle successive indagini, semmai la quantità del numero dei presunti scafisti arrestati. Il periodico arresto di scafisti aveva soltanto prodotto il risultato di una lunga catena di processi, ma le condanne restavano ancora piuttosto rare, e si verificavano quando i testimoni avevano subito violenze direttamente dagli stessi uomini che poi li avevano portati in acque internazionali. In molti altri casi i testimoni si allontanavano prima degli incidenti probatori, anche se i presunti scafisti restavano poi in carcere in custodia cautelare. Sempre più alto il numero dei minori non accompagnati, accusati con l'accusa di essere scafisti.

http://www.ilfattonisseno.it/2016/02/migranti-baby-scafisti-fermati-a-pozzallo-addestrati-in-libia/

http://www.cronacaonline.it/public/content/index.php/2016/07/04/arrestati-quattro-scafisti-egiziano-due-maggiorenni-e-due-minorenni-per-favoreggiamento-dellimmigrazione-clandestina/

http://messina.gds.it/2016/04/22/messina-sbarco-di-237-migranti-arrestato-scafista-somalo_503373/

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/06/30/migranti_arrestato_scafista_ragazzino_il_viaggio_verso_l_italia_c-68-511043.html

4.Sembra in sostanza che la lotta all’immigrazione irregolare si possa condurre individuando gli scafisti in modo da risalire poi ai trafficanti, oppure con vere e proprie missioni militari. Senza considerare gli appoggi politici e militari di cui i trafficanti godono nei paesi di origine e transito ed il diffuso sistema corruttivo che li caratterizza fino alle più alte sfere governative. Mancano dati riassuntivi su base nazionale, esistono solo dati di un fenomeno ormai diffuso, dati che potremmo definire la punta di un iceberg.

http://www.radiortm.it/2015/12/31/contrasto-dellimmigrazione-clandestina-il-bilancio-150-scafisti-arrestati-15-soggetti-colpiti-da-ordinanza-di-custodia-cautelare-in-carcere-per-il-reato-di-tratta-di-esseri-umani-e-favore/

http://www.monrealepress.it/2016/05/26/sbarco-migranti-al-porto-palermo-arrestati-17-scafisti/

http://www.sardiniapost.it/cronaca/migranti-sardegna-due-scafisti-arrestati-cagliari/

http://m.livesicilia.it/2016/01/29/migranti-scafisti-condannati-arresti-per-favoreggiamento_709370/

https://www.loccidentale.it/articoli/142138/migranti-scafisti-arrestati-un-selfie-li-incastra

Solo dopo la strage del 18 aprile 2015 le autorità europee erano state costrette a rinforzare temporaneamente la dotazione di mezzi e personale della missione Frontex-Triton, mentre nello stesso periodo veniva avviata la missione militare EUNAVFOR MED allo scopo di colpire i trafficanti, con la previsione di entrare in una seconda fase nelle acque libiche, e nella terza fase con interventi in territorio libico, sempre con lo scopo di contrastare la cd. immigrazione clandestina. Nei mesi di maggio e giugno dello scorso anno non si erano verificati che incidenti di scarso rilievo, con una drastica riduzione delle vittime. Poi con il ritiro delle navi europee, le stragi erano riprese, e il numero sempre più alto di scafisti arrestati non raggiungeva gli obiettivi di un contenimento delle partenze e di una riduzione delle vittime in mare.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Triton-e-Mare-Nostrum-le-caratteristiche-delle-due-operazioni-4faa7431-f919-4f18-ab52-d0ed89765e0f.html

Le due ultime fasi dell'Operazione EUNAVFOR MED non si sono mai realizzate, per la mancanza di copertura da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e per la carenza di base legale in ordine ad attività militari in un paese sovrano ( almeno sulla carta) nel quale le diverse fazioni in lotta concordavano soltanto sul rifiuto di missioni militari stranieri sul proprio territorio. Missioni che nelle condizioni di divisione della Libia, potevano, e potrebbero ancora oggi, avere effetti imprevedibili per i paesi europei che le dovessero supportare.


http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2016/04/28/news/sicilia-138633411/
http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-eeas-eunavfor-med-8731-15.pdf

http://www.statewatch.org/news/2015/sep/eu-meijers-cttee-eunavfor.pdf                                                                            
http://www.independent.co.uk/news/world/europe/operation-sophia-eu-naval-mission-to-stop-people-smugglers-is-not-working-a7027031.html

Poco prima che entrasse in vigore l’intesa informale tra Unione Europea e Turchia si è svolta una vera e propria caccia nei confronti degli operatori umanitari che assistevano i migranti, soprattutto siriani, che riuscivano a raggiungere stremati le isole greche dell’Egeo. Più recentemente una Procura italiana ha indagato un gruppo di operatori umanitari che prestavano assistenza a migranti irregolari in provincia di Udine. Casi emblematici che potrebbero ripetersi ancora, soprattutto considerando il ruolo sempre più importante che gli operatori umanitari stanno assumendo nelle attività di ricerca e salvataggio in mare. Operazioni che ad ogni sbarco si concludono ( o si devono concludere) necessariamente con l’arresto di presunti scafisti, almeno due per ogni cento persone, quante ne caricano generalmente i gommoni, preidentificati a bordo delle navi che li hanno soccorsi, o sulle quali sono stati trasbordati, dopo il primo intervento di soccorso operato nella maggior parte dei casi dalle navi “umanitarie”. Un processo contro gli scafisti, quando si tratta anche di omicidio, o di morte come conseguenza di altro reato, può durare anche oltre dieci anni.

http://www.tempostretto.it/news/ultimo-sbarco-arrestati-6-scafisti-decisive-testimonianze-sopravvissuti-libia-mi-hanno-picchiato.html

http://www.strettoweb.com/2016/05/condannati-gli-scafisti-arrestati-a-messina-nel-2004-responsabili-della-morte-di-decine-di-persone/415078/

Ci si può solo augurare che i prossimi interventi di salvataggio non siano soggetti a sanzione penale, e che questo incoraggi i mezzi civili ad interventi più tempestivi, senza lasciare naufraghi a mare, a morire di inedia per settimane, come si è verificato in diverse occasioni sulla rotta, che adesso potrebbe riaprirsi tra l’Egitto e l’Italia meridionale. Non è solo la Lega a chiamare in causa gli interventi umanitari come un fattore "umano" che agevolerebbe gli scafisti.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Alfano-risponde-a-Galantino-Non-possiamo-accoglierli-tutti-fb2a748d-f256-4ff9-ac1b-ec3c5ec023b6.html
Nessuno intanto ammette l'urgenza di canali legali di ingresso e ci si affida solo a misure repressive di stampo penale o militare, le sole politiche sulle quali si trovano accordi in un Europa tornata al Medioevo dei diritti umani. Si confondono persino scafisti con trafficanti e si utilizzano gli arresti facili, con comunicati stampa spettacolari e foto, con i "mostri" sbattuti in prima pagina dopo ogni sbarco, per tranquillizzare una opinione pubblica sempre più spaventata, ma al tempo stesso indifferente per il rispetto delle garanzie costituzionali.
http://gds.it/2016/07/10/blitz-delle-forze-ue-nel-canale-di-sicilia-fermati-trafficanti-146-migranti-salvati_537747/

5.Occorre distinguere i trafficanti dagli scafisti, per comprendere in questo modo le ragioni dell’insuccesso dell'operazione EUNAVFOR MED. Ma, come se un insuccesso non bastasse, una recente decisione del Consiglio dell'Unione Europea ha ampliato il mandato di questa operazione. Piuttosto che cercare di entrare in territorio libico con interventi armati, occorre colpire i trafficanti eliminando le condizioni di assoluta libertà nella quale possono muoversi e movimentare capitali ingenti dai paesi di transito o di rifugio.

Analysis The EU’s Planned War on Smugglers Steve Peers, Professor of EU Law, University of Essex 

http://www.statewatch.org/analyses/no-268-eu-war-on-smugglers.pdf;

http://www.statewatch.org/analyses/no-269-eu-med-smugglers-updated.pdf;

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-med-military-op.pdf

http://www.iss.europa.eu/publications/detail/article/operation-sophia-tackling-the-refugee-crisis-with-military-means/

Intanto sembra scomparsa dal Mediterraneo centrale, forse ridislocata vicino l’isola di Malta, a sorvegliare la nuova rotta che potrebbe aprirsi dall’Egitto, l'operazione europea FRONTEX TRITON, che rimane presente con alcune navi nelle acque internazionali a nord della Libia, tra queste il rimorchiatore d'alto mare norvegese SIEM PILOT, con funzioni di filtro e smistamento dei migranti soccorsi dalle navi umanitarie.
  
Frontex appare destinata a diventare una agenzia per i rimpatri, con la creazione di una Guardia di polizia e di una Guardia costiera europea, tutte ancora da definire, ma chiarissime per il mandato di respingimento e rimpatrio loro assegnato. Questo ruolo di Frontex e la presenza in massa di suoi funzionari nei luoghi di sbarco cementa omertà nei centri di prima accoglienza e crea le condizioni per una successiva fuga gestita dai trafficanti di terra. 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_settembre_17/da-via-imbonati-corvetto-basi-scafisti-egiziani-3e972db0-5d03-11e5-aee5-7e436a53f873.shtml

http://www.ladigetto.it/permalink/56123.html

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/07/20/news/migranti_traffico_uomini-144472987/

Sullo sfondo si profila, tanto per EUNAVFOR MED quanto  per FRONTEX, una stretta collaborazione con le forze militari genericamente definite come Guardia Costiera libica, per le quali sono già avviati e finanziati progetti di formazione congiunta in Europa ed attività di formazione per il futuro pattugliamento congiunto delle acque territoriali libiche e delle acque internazionali più vicine alla costa libica. L'arma totale che l'Unione Europea vuole dispiegare per cercare di bloccare le partenze dalla Libia. come si voleva fare con l'operazione militare  europea EUBAM Libia, di cui si sono perse le tracce. E presto alla collaborazione di polizia si potrebbe aggiungere la cooperazione giudiziaria, come avviene da tempo con paesi come l’Egitto e la Turchia. 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/04/traffico-di-migranti-cosi-egitto-e-libia-salvano-i-boss-delle-stragi-lisis-ringrazia/2206865/

Ma la situazione in Libia non lascia presupporre le stesse possibilità di intesa che si sono sperimentate tra Unione Europea e Turchia. Ed il "contro colpo di stato" in Turchia mette a rischio l’esecuzione degli accordi e la stessa vita dei migranti e degli operatori umanitari. 
Non si comprende come si possa continuare a collaborare, anche nella cd. cooperazione giudiziaria, con uno stato che non rispetta le garanzie fondamentali dello stato di diritto. 
A livello europeo la lotta contro l'immigrazione irregolare appare sempre più una questione di cooperazione pratica di polizia. In questo caso la differenza tra scafisti, intermediari occasionali ed operatori umanitari rischia di assottigliarsi sempre più, se a decidere l'attribuzione di responsabilità non è la legge penale ma una determinazione discrezionale della polizia giudiziaria.

http://statewatch.org/news/2016/jun/eu-op-sophia-extension.htm

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2015-009840+0+DOC+XML+V0//EN

EU border and coastal guard

FRONTEX transformed into return agency


Occorre evitare che la militarizzazione degli interventi di ricerca e salvataggio imposta anche alle navi umanitarie che sono rimaste a soccorrere migliaia di persone nelle acque internazionali antistanti la costa libica, si possa tradurre nel ritorno a misure di carattere penale nei confronti di persone che nei loro interventi perseguono esclusive finalità di soccorso ed operano in una situazione di perenne stato di necessità, determinato dal parziale ritiro delle missioni europee alle quali pure, con il nuovo Regolamento Frontex del 2014, si erano affidati importanti compiti di ricerca e salvataggio. E presto si potrebbero aprire nuove rotte.

http://www.calabriapage.it/cronaca/2016_06_10/fuga-aver-sbarcato-migranti-costa-ionica-arrestati-scafisti-ucraini_12511


Fulvio Vassallo Paleologo

Associazione Diritti e Frontiere ( ADIF)

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro