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martedì 26 luglio 2016

Ventimiglia, Chiasso, Brennero, Udine . Si sbarrano le frontiere interne dell’Unione Europea, mentre la Relocation fallisce e non si modifica il Regolamento Dublino.



Ventimiglia, Chiasso, Brennero, Udine . Si sbarrano le frontiere interne dell’Unione Europea, mentre la Relocation fallisce e non si modifica il Regolamento Dublino.                                                                                                                                              http://www.meltingpot.org/Migranti-in-transito-a-Como-una-storia-da-raccontare.html#.V5keiCvONAg
Il Capo del Dipartimento Libertà civili del Ministero dell’interno Mario Morcone ha ammesso recentemente il sostanziale fallimento delle misure di relocation adottate lo scorso anno dalla Commissione Europea per condividere tra tutti i paesi UE gli oneri dell’accoglienza dei profughi che arrivavano in Grecia ed in Italia. Solo poche centinaia di persone sono state “rilocate” dall’Italia verso altri paesi europei e nei centri definiti come Hub per l’accoglienza, a Siculiana in Sicilia ed a Castelnuovo di Porto, vicino Roma, centinaia di persone attendono di essere finalmente trasferite in un paese dell’Unione Europea nel quale trovare una residenza stabile e completare le procedure per il riconoscimento di uno status di protezione internazionale. Si tratta soltanto di eritrei, siriani e irakeni, in misura minore, che ormai sembrano condannati alla dispersione ed a gravi stati di disagio psichico, come recentemente ha documentato un importante rapporto di Medici senza frontiere.
La situazione rischia di aggravarsi ulteriormente perché in molti paesi europei si sta scatenando una vera e propria caccia al profugo ed i partiti di destra utilizzano singoli episodi di cronaca, per criminalizzare tutti i rifugiati che negli anni scorsi venivano accolti con discrete possibilità di integrazione. Il caso più recente riguarda oggi la Germania, dove, dai fatti di Colonia in poi, una parte crescente dell’opinione pubblica critica le scelte di apertura praticate lo scorso anno nei confronti dei siriani. La situazione di rispetto dei diritti umani dei migranti nei paesi orientali dell’Unione Europea è talmente allarmante, per la gravità degli abusi e delle violenze che si regstrano, da fare riflettere sull’opportunità che questi paesi continuino a fare parte dell’Unione Europea. La riapertura della rotta balcanica, con la concessione di visti di ingresso ai profughi siriani, irakeni ed afghani, costituisce la soluzione necessaria per evitare una gigantesca emergenza umanitaria con l’arrivo del prossimo inverno.
I riflessi di questa situazione di guerra ai migranti che si è scatenata in Europa si avvertono alle frontiere interne, con la proclamazione dello stato di emergenza in Francia, a seguito dell’attacco terroristico di Nizza,  e con il ripristino dei controlli Schengen, a tutte le altre frontiere. La decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea sta già mostrando i primi devastanti effetti alla frontiera tra la Francia e la Gran Bretagna, con code chilometriche che bloccano per giorni anche i viaggiatori europei ed il traffico merci. Una misura ben visibile della disfatta dei controlli alle fontiere interne.
Si usa il pretesto del controllo dei movimenti secondari dei richiedenti asilo che provengono da paesi terzi per bloccare in realtà la mobilità dei lavoratori migranti cittadini europei, che al di là degli allarmi sul terrorismo internazionale, costituivano e costituiscono l’obiettivo della Brexit e di tutte le trategie nazionaliste di difesa dei lavoratori autoctoni di fronte alla crisi irreversibile del welfare europeo. Ormai tra dichiarazioni di stato d’emergenza e ripristino temporaneo dei controlli di frontiera, è l’intero sistema delle frontiere Schengen che sta andando in crisi. E intanto si moltiplicano le aggressioni ai danni di cittadini stranieri.
Questa crisi della libertà di circolazione nello spazio Schegen è ben percepibile a Ventimiglia, a Como/Chiasso, al Brennero, a Tarvisio/Udine ed alle altre frontiere nazionali.  Italia la situazione alle froniere rischia di aggravarsi ancora nelle prossime settimane, per effetto del blocco dei migranti che cercano di transitare verso altri paesi europei, e per il numero crescente di persone che dopo avere rilasciato in Italia le impronte digitali, vengono trovate in altri paesi Schengen e quindi respinti di nuovo verso le frontiere italiane.
Altri “respingimenti” informali sono in corso alle frontiere italiane, da Ventimiglia soprattutto, verso le regioni meridionali, con provvedimenti di polizia che non appaiono fondati su basi legali certe, e che sono eseguiti senza alcuna garanzia di difesa per i migranti che ne sono destinatari. Una scelta aggressiva da parte del ministero dell’interno che non risolve i problemi ma rischia soltanto di creare irregolarità e frustrazione. Si deve respingere qualunque tentativo di utilizzare gli Hotspot in funzione detentiva, o la frequente situazioni di minori non accompagnati rinchiusi in questi centri in promiscuità con adulti.
Le prospettive non sono purtroppo migliori per quanti riescono ad entrare nel circuito di accoglienza con la proposizione di una domanda di protezione internazionale. Il numero assai elevato di dinieghi adottati dalle Commissioni territoriali, attorno al 60 per cento delle richieste, comporterà la riproduzione di una situazione generalizzata di irregolarità, considerando che diverse decine di migliaia di richiedenti asilo riceveranno un provvedimento di diniego che non sarà facile impugnare, anche per le crescenti difficoltà di accesso al patrocinio a spese dello stato.
Nel frattempo il sistema di accoglienza italiano si dimostra inadeguato a reggere il blocco in Italia della maggior parte dei migranti che sbarcano, quando arrivano vivi, e che, anche se in misura simile a quella degli anni precedenti, rimangono ad occupare posti che non si riesce ad aumentare con lo stesso ritmo degli arrivi che si registrano durante la stagione estiva.
Continua......
Le Proposte...
http://www.a-dif.org/2016/07/25/frontiere-interne-chiuse-anche-in-italia-trionfa-la-legge-dei-muri/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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