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giovedì 4 agosto 2016

Ancora una strage nascosta davanti le coste libiche, mentre l'Unione Europea investe sulla propaganda e sulle missioni militari. Dove sono state confinate le organizzazioni umanitarie che svolgevano attività di ricerca e salvataggio ?




Giunge notizia dell'ennesimo naufragio davanti alle coste libiche. Almeno diciotto vittime, ma il bilancio potrebbe peggiorare nelle prossime ore. Una notizia isolata, di fonte attendibile e poi il silenzio. Solo pochissimi giornali riferiscono di queste morti.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Libia-2502682c-9860-416d-86b1-4a1eb06268e6.html

http://www.lasicilia.it/news/mondo/18819/libia-18-migranti-annegati-ovest-tripoli.html

Si moltiplicano invece le agenzie di stampa che diffondono notizie sui salvataggi effettuati nel Mediterraneo centrale dalle navi militari delle missioni Frontex ed Eunavfor med - Sophia. Sembra quasi che tutti i salvataggio li abbiano effettuati loro.

http://www.portsmouth.co.uk/news/defence/royal-navy-warship-saves-7-000-migrants-in-the-mediterranean-1-7512584

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/generalnews/2016/08/04/migrants-frontex-saves-31402-on-way-to-italy-in-2016_f60e16b4-728b-42e5-a1b4-63385f2451f1.html

Ma chi ha seguito le attività di ricerca e soccorso, o è stato presente agli sbarchi, può testimoniare che la maggior parte dei salvataggi è stata operata dalle navi umanitarie, dalla nave della marina irlandese che opera solo in funzione umanitaria e dalla Guardia Costiera italiana, con il supporto occasionale delle navi italiane della missione Mare Sicuro. Sono fatti contro le cifre dei comunicati ufficiali. Ed alla fine le cifre sul numero delle vittime, persone, uomini, donne, bambini, dovrebbero scomparire dietro le statistiche sui soccorsi operati ( da altri).

https://www.libyangazette.net/2016/08/04/amnesty-says-britain-complacent-in-its-response-to-refugee-crisis/

Intanto il fronte delle organizzazioni umanitarie sembra sgretolarsi o viene ridotto al silenzio. MOAS sbarca gli operatori di Emergency adducendo ragioni economiche, ma non ci crede nessuno.

http://www.emergency-live.com/it/news/croce-rossa-italiana-su-una-delle-navi-di-moas-per-garantire-assistenza-sanitaria-a-bordo/

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513391/Soccorso-migranti-conclusa-la-collaborazione-tra-Moas-ed-Emergency

«Qui non ci vogliono» e la nave ospedale lascia Lampedusa
02/08/2016 - 10:58
di Elio Desiderio
La Elpis doveva curare migranti e isolani. Il polemico abbandono della Onlus

Lampedusa. Ha mollato gli ormeggi da Lampedusa la nave ospedale Elpis. Doveva essere impiegata per il soccorso dei migranti in mare ma anche per eventuali emergenze sanitarie per gli abitanti delle Pelagie e per i turisti. Era arrivata a Lampedusa lo scorso 12 luglio. Ma dal 28 luglio è salpata senza fare più ritorno rientrando a Trapani definitivamente. Al suo arrivo era stata accolta dal sindaco, Giusi Nicolini e dal comandante della capitaneria di porto di Lampedusa, Paolo Monaco. A spiegare cosa è successo è stato Giancarlo Ungaro, presidente di Elpis nave ospedale onlus.
«L’associazione Elpis -scrive nella nota Ungaro - decise di mettere a disposizione la nave Elpis, offrendo una assistenza sanitaria gratuita sia alla emergenza dovuta al traffico di migranti sia al disagio vissuto dai lampedusani per l'aspetto sanitario. Si è lavorato insieme ad altre 4 associazioni no profit, con il patrocinio del consiglio italiano per i rifugiati e la legittimazione del comune di Lampedusa; il progetto denominato Xenia 34° nord che prevedeva, come concordato con il comando generale della guardia costiera a Roma, di posizionare il 13 giugno scorso la nave Elpis al 34° N e 12,30 E, per farla funzionare da ospedale galleggiante per le emergenze rilevate dalle navi della Marina militare, della Guardia costiera e delle varie associazioni umanitarie impegnate nelle operazioni di soccorso e salvataggio dei migranti nel Mar Libico. Contemporaneamente, la nave Elpis facendo base a Lampedusa avrebbe offerto a titolo gratuito assistenza dal punto di vista sanitario alle esigenze eventualmente manifestate dalla popolazione. E - ha proseguito il sotto. Ungaro - il 12 luglio la nave, fornita di una autorizzazione speciale della CP di Trapani è arrivata a Lampedusa completa di strutture sanitarie adeguate ad effettuare interventi chirurgici, di rianimazione e di diagnostica avanzata, oltre che di team sanitario presente sia a bordo che in attesa di turnazione per tutta la durata della missione. Ma l’entusiasmo, la buona volontà e la speranza di essere utili gratuitamente sono scemate presto a causa degli eventi, nonostante la formale accoglienza tra gli altri anche del sindaco e del comandante del porto. La possibilità di movimento della nave, infatti, si è arenata presto nelle pastoie della burocrazia, non risultando possibile per problemi legislativi posizionare Elpis 90 miglia a sud dell’isola nel posto stabilito, pur essendo stata fornita dichiarazione di idoneità dal registro navale italiano. Inoltre, dopo qualche giorno di sosta su un pontile privato e pagato dalla associazione, la nave è stata dirottata per l'ormeggio su un molo che limita l’accesso delle persone a bordo perché zona militare con difficoltà di approvvigionamento di acqua e di luce. Non solo, è stato impedito dalle autorità militari locali ai nostri medici di bordo di visitare gratuitamente le persone che ne facevano richiesta; sempre dalle autorità militari locali è stato impedito al personale sanitario di bordo di attivarsi a favore dei profughi in occasione di due sbarchi e questo, nonostante fossimo regolarmente iscritti negli elenchi della protezione civile regionale; addirittura e questo ci ha fatto capire veramente tutto, sono state effettuate delle ispezioni della Guardia di finanza, probabilmente dovute alla sosta in zona militare con controlli delle persone imbarcate e del suo equipaggio con una serie di inutili equivoci, sull’inquadramento dell’equipaggio della nave ospedale. Il verificarsi di queste vicende e la chiara sensazione di essere solamente sopportati, hanno demotivato i volontari, provocando la fine di una iniziativa umanitaria ritenuta utile anche dalle stesse Istituzioni, sostenuta solo dalle risorse del volontariato e non da erogazioni pubbliche. Quindi, considerato l'evidente fallimento del progetto la nave è stata fatta rientrare nel porto di Trapani».

Non si deve denunciare quello che succede al largo delle coste libiche e si inventano altre limitazioni per l'intervento delle missioni di soccorso, utilizzando tutti gli stratagemmi della burocrazia nostrana, o limitando l'area di intervento al 34° parallelo, circa cento miglia a nord della costa libica, e novanta miglia a sud di Lampedusa, dove un gommone stracarico partito da Garabouli o da Sabratah non potrà mai arrivare. Sempre più forte la pressione sugli operatori umanitari imbarcati a bordo delle navi, sistematicamente schedati, e sottoposti a continue richieste per collaborare nella caccia ai "presunti scafisti". I porti diventano sempre più spesso vere e proprie "zone rosse" dove sono sospese le garanzie dello stato di diritto. La prima vittima di queste nuove prassi di polizia, il diritto di cronaca.

http://catania.meridionews.it/articolo/45945/migranti-385-persone-e-quattro-salme-al-porto-e-stretta-sul-diritto-di-cronaca-nuove-regole/

http://www.mediterraneanmissing.eu/

https://mobile.twitter.com/MSF_Sea/status/761160080825917440?s=04

I gommoni che partono dalla Libia non potranno certo arrivare a 90 miglia a sud di Lampedusa, al massimo si allontanano per dieci o venti miglia dalla costa libica, prima di essere soccorsi. Affonderebbero prima di raggiungere persino le acque internazionali,, magari sotto gli occhi dei comandanti delle navi da guerra  intente a lanciare droni ed aerei da bombardamento diretti in Libia. Tempo di guerra, alle frontiere esterne, nei paesi esterni, ed all'interno, nello spazio Schengen, censura e stravolgimento dei fatti, anticamera di una grave crisi democratica in tutti i paesi dell'Unione Europea. Gli accordi con i dittatori africani per fermare le partenze  producono "effetti collaterali "che devono essere nascosti.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3596394/Secret-EU-plan-pay-African-dictators-stop-migrants-reaching-Europe-no-circumstances-public-know-leaked-report-reveals.html

https://www.libyangazette.net/2016/08/04/amnesty-says-britain-complacent-in-its-response-to-refugee-crisis/

http://www.huffingtonpost.com/entry/eu-migration-eritrea-sudan_us_5759a90ae4b0e39a28acd632

In vista dell'intervento militare americano si rifinanzia la missione militare EUBAM Libia, bloccata da tempo. Qualcuno a Bruxelles sta davvero sbagliando i suoi calcoli.                                                                                                                https://www.libyangazette.net/2016/08/04/is-the-eu-setting-libya-up-for-epic-failure/

http://news.xinhuanet.com/english/2016-08/04/c_135564752.htm

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/08/04-eubam-libya-mission-extended/

http://www.affaritaliani.it/esteri/parigi-generale-angioni-393726.html

http://www.libyaobserver.ly/news/spokesman-haftar%E2%80%99s-forces-says-us-airstrikes-sirte-elections%E2%80%99-propaganda

Non è certo questa la via per pacificare la Libia e consentire una esternalizzazione dei controlli di frontiera con il coinvolgimento di autorità libiche che per adesso si stanno combattendo tra loro,

http://facciamosinistra.blogspot.it/2016/08/libia-basta-bugie-e-basta-guerre.html

https://www.antiwar.com/blog/2016/08/03/ron-paul-on-libya-war-escalation-congress-awol/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+AWCBlog+%28Antiwar.com+Blog%29

https://www.rt.com/uk/354458-libya-eu-amnesty-refugees/                                                                                                                                              http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2016/08/04/sirte-anti-isis-op-still-difficult-on-the-ground_c66e66cc-cc01-49b1-a370-a80f7e4c50f5.html

Con i bombardamenti si sta spianando la strada, soprattutto da un punto di vista politico e sociale, ai terroristi ed ai criminali che controllano fette sempre più ampie del territorio libico. Contro questi nemici i bombardamenti sono controproducenti, lo insegna la storia, ma a Washington e nelle capitali europee questa lezione non è ancora servita.

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/non-solo-jihad-i-soldati-del-califfo-investono-sul-traffico-di-esseri-umani/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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