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venerdì 26 agosto 2016

Continuano le espulsioni "semplificate" verso la Nigeria, con il sostegno di Frontex. Raffica di dinieghi dalle Commissioni territoriali, ma i giudici ribaltano molte decisioni. Fino a quando ci saranno possibilità di un ricorso effettivo.


Gli accordi tra Italia e Nigeria per respingimenti ed espulsioni con procedure semplificate risalgono a molto tempo fa, quando gli accordi internazionali erano ancora ratificati dal Parlamento nazionale, a differenza di quanto avviene oggi con i cd. MOU ( Memorandum of undestanding), come quello stipulato il 3 agosto scorso con il Sudan,  che sono sottratti alla ratifica parlamentare, anche quando hanno natura di accordi politici e comportano ingenti oneri finanziari, in aperta violazione dell'art. 80 della Costituzione italiana.

Obiettivo degli accordi di riammissione è la semplificazione delle procedure di accertamento dell'identità personale e dell'età, al punto che spesso si travalica nell'esecuzione di espulsioni collettive, vietate dall'art. 4 del Quarto protocollo allegato alla CEDU e, nel caso di paesi come la Nigeria, privi di regisri anagrafici certi e nazionali, si può procedere anche all'espulsione di minori, vietata dall'art. 19 del Testo Unico sull'immigrazione n.286 del 1998. Vengono sistematicamente violati i diritti di difesa, garantiti dall'art. 13 della CEDU e dall'art. 24 della Costituzione, per i tempi di esecuzione, rapidissimi, delle misure di allontanamento, al punto che viene persino preclusa la nomina di un difensore di fiducia. In molti casi il trattenimento amministrativo prima dell'esecuzione della misura di allontanamento forzato non è sorretto da alcun provvedimento amministrativo del Questore e si protrae oltre i termini ( 96 ore compresa la convalida giurisdizionale) indicati dall'art. 13 della Costituzione italiana.

È stato firmato ad Abuja l'accordo tra Nigeria, Italia e Interpol per intensificare la lotta contro il traffico di esseri umani e l'immigrazione clandestina, rafforzando così la cooperazione internazionale e colpire quelle organizzazioni che alimentano tali crimini.  18/02/2009

http://www.poliziadistato.it/articolo/14051

lunedì 1 febbraio 2016
Il capo della polizia Alessandro Pansa, in Nigeria con il premier Matteo Renzi nell'ambito della missione nell'Africa Sub-sahariana per contrastare l'immigrazione clandestina, ha firmato con il suo omologo nigeriano Solomon E. Arase un accordo di cooperazione tra i due paesi per la lotta al traffico di esseri umani. Il memorandum prevede un collaborazione reciproca tra le autorità anche per i rimpatri dei nigeriani che non hanno diritto a restare in Italia.

http://dbflorindo.blogspot.it/2016/02/nigeria-italia-firmato-accordo-contro.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2015/02/proseguono-i-voli-congiunti-di.html

giovedì 11 agosto 2016
ABUJA – Fermare i flussi migratori con una operazione di polizia non si può e l’unica opzione possibile è gestirli, agendo, o tentando di farlo, su cause e contesti che provocano la fuga di decine di migliaia di disperati, e in collaborazione con i Paesi di origine.
E’ quello che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha cominciato a fare concretamente con una missione in Nigeria, Paese da cui arriva un immigrato su 5 di quelli che sbarcano sulle coste italiane  (12.163 nei primi mesi di quest’ano), proseguita oggi in Costa d’Avorio, da dove gli arrivi – di migranti economici – sono molto meno ma in aumento.  
Ieri in Nigeria il titolare della Farnesina ha spiegato ai vertici di Abuja il senso del ‘migration compact’, sostenuto dall’Italia dapprima in solitudine e poi condiviso dall’Unione europea che al vertice di giugno ha dato il suo endorsement ufficiale. Ora si tratta di varare azioni concrete e il titolare della Farnesina, primo membro di un governo europeo a visitare uno dei Paesi da cui proviene un flusso intensissimo di clandestini, dopo il via libera al compact da parte Ue, spera di arrivare entro l’autunno a un’intesa formale con la Nigeria.
“Possiamo lavorare insieme per una migliore gestione dei flussi dei migranti nel mutuo interesse dei nostri paesi”, ha detto Gentiloni nel corso dell’incontro ad Abuja con il collega degli esteri, Geoffrey Onyeama.
La questione, secondo il titolare della Farnesina, non è “eliminare” gli arrivi ma gestirli e “essere attivi sulle cause delle migrazioni, per esempio lavorando insieme sulla creazione di posti di lavoro”. Da parte sua Onyeama ha espresso “apprezzamento e gratitudine per l’umanità con cui l’Italia e il Governo aiutano e accolgono i migranti”. La gestione dei flussi migratori “non è solo un’operazione di polizia” ma l’obiettivo è di “trasformare l’idea generale di un migration compact – cioè la collaborazione con i paesi africani – in intese specifiche con ciascuno”, ha ribadito il ministro.
Sul fronte Ue, nel breve periodo la priorità è la conclusione di un accordo di riammissione tra Unione e Nigeria (l’Italia ha già un accordo bilaterale). L’avvio del negoziato è previsto a ottobre, preceduto il 7 e l’8 settembre a Varsavia da un seminario Frontex-Nigeria centrato sul tema delle riammissioni. Il tema dei migranti si intreccia con quello della sicurezza. E al ministro dell’Interno Abdurlarahman Dambazau, Gentiloni ha ribadito che “la politica è impegnata a garantire la sicurezza e a coordinare gli sforzi in Italia e in Africa” a partire dallo scambio di informazioni, dalla creazione di database, dalla lotta al traffico di esseri umani, dall’addestramento delle forze di sicurezza.
Ad Abuja, assieme a Gentiloni è arrivato anche il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione che ha ricordato “l’esperienza maturata dall’Italia nella lotta al crimine organizzato e non” e la disponibilità a fornire strumenti informatici e capacità tecniche per individuare chi può costituire un pericolo per la sicurezza.

http://www.lindipendenzanuova.com/immigrati-dalla-nigeria-in-sviluppo-economico-con-furore/

Nel caso della Nigeria, dopo gli accordi bilaterali con l'Italia, anche l'Agenzia Europea Frontex ha stipulato un accordo per rendere più efficaci le operazioni di rimpatrio forzato, assumendosi anche la responsabilità di organizzare voli charter congiunti per la riammissione dei migranti nigeriani ritenuti "irregolari" nel paese di origine. Inascoltate le critiche unanimi delle organizzazioni non governative.

http://frontex.europa.eu/news/frontex-signs-working-arrangement-with-nigeria-JyDdE8

http://www.publications.parliament.uk/pa/ld201516/ldselect/ldeucom/144/144.pdf

http://www.ecre.org/wp-content/uploads/2016/06/Final_Joint_statement_110_signatories.pdf

Questo il testo degli accordi tra Frontex e la Nigeria.

http://www.statewatch.org/observatories_files/frontex_observatory/WA%20Nigeria%20-%2019%2001%202012.pdf

Venivano così spazzate via le poche iniziative di conttrollo rispetto alla legittimità di queste operazioni di rimpatrio  con voli"congiunti" affidati a Frontex.

http://www.asylumlawdatabase.eu/en/content/european-ombudsman-decision-inquiry-concerning-frontex-joint-return-operations

Martedì 7 giugno 2016
Maggiore cooperazione con i Paesi extracomunitari, più strumenti finanziari per i governi dei paesi di origine e transito dei migranti:
Sono queste le novità del piano presentato oggi a Strasburgo dai vicepresidenti della Commissione europea, Federica Mogherini e Frans Timmermans, in linea con le sollecitazioni contenute nella proposta italiana del "migration compact". Al fondo Ue per l'Africa istituito lo scorso novembre alla Valletta si vuole conferire un finanziamento aggiuntivo di un miliardo tra contributi comunitari (500 milioni dal Fondo europeo per lo sviluppo) e nazionali (500 milioni). Inoltre, come preannunciato nei giorni scorsi dal capo della diplomazia Ue si proporrà "in autunno" l'istituzione di un nuovo fondo, sul modello di quello già attivo per gli investimenti strategici (l'Efsi, o cosiddetto "fondo Juncker"), che con un investimento iniziale di 3,1 miliardi dal bilancio comunitario punta a ottenerne altrettanti dagli Stati Ue per reperirne 10 volte tanto (circa 62 miliardi negli auspici di Bruxelles) grazie all'effetto leva sugli investimenti privati.
La strategia mira ad aumentare il numero dei rimpatri, permettere a richiedenti asilo e rifugiati di restare più vicini al proprio Paese e, nel lungo periodo, di aiutare i Paesi terzi a svilupparsi eliminando alla radice le cause dell'immigrazione irregolare.
Oltre che in un gruppo di paesi che saranno destinatari principali delle nuove risorse, in Africa (Etiopia, Mali, Niger, Nigeria e Senegal) e Medio Oriente (Libano e Giordania), la Commissione ha "intenzione di intensificare il nostro impegno anche in Tunisia e Libia", come hanno spiegato i vicepresidenti. 


www.italiaoggi.it/news/dettaglio.pianoMogherini

 E' prevalsa in definitiva la posizione di chi riteneva la Nigeria un "paese terzo sicuro" per respingere le richieste di protezione su scala generale, anche se il nostro legislatore ha rifiutato questa definizione. Ma come ormai consueto quello che non si ottiene dal Parlamento si realizza lo stesso in via amministrativa, fornendo indirizzi ( omogenei) alle Commissioni territoriali, e cercando di influire sul libero convincimento dei giudici o sulle possibilità di difesa effettiva, spesso negata per la rapidità delle procedure di accompagnamento forzato in frontiera. Ma la Nigeria non è un "paese terzo sicuro". 

http://www.a-dif.org/2016/08/27/attivista-pro-biafra-appartenente-allipob-ferito-e-rapito-dagli-agenti-segreti-nigeriani/

E la corruzione domina ovunque, fino ai più alti livelli di governo. Che fine fanno i soldi pagati dall'Italia per la collaborazione nella "lotta contro l'immigrazione irregolare"?

http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2016/08/23/news/nigeria_-146500575/

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/01/31/nigerianuova-strage-boko-haram-bambini-bruciati-vivi_9abf904c-a6f9-4964-9d72-5ae3365f9f02.html

https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/546645/CIG-_Nigeria_-_Trafficking_-_v1.0__August_2016_.pdf

Non si è neppure presa in considerazione la circostanza che molti cittadini nigeriani si trovavano in Libia per lavoro, e venivano costretti alla fuga senza possibilità di ritorno diretto nel loro paese, a seguito degli eventi bellici che hanno diviso la Libia in tre parti, obbligando quindi chi voleva salvare la propria vita a tentare l'imbarco verso la Sicilia. Altri nigeriani che non erano riusciti a fuggire venivano intanto rapiti ed uccisi in Libia. Altri erano arrestati e deportati, fino a pochi giorni fa.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/06/eu-risks-fuelling-horrific-abuse-of-refugees-and-migrants-in-libya/

https://www.libyangazette.net/2016/08/23/over-200-nigerians-deported-from-libya/

Dopo un primo tentativo fallito ad agosto dello scorso anno, a partire dal 17 settembre del 2015 e nel corso dell'ultimo anno, dall'aeroporto di Roma-Fiumicino , con il supporto organizzativo e finanziario di Frontex, sono partiti diversi voli diretti a Lagos, con cadenza mensile, con il risultato di rimpatriare alcune centinaia di nigeriani e nigeriane, in quest'ultimo caso potenziali vittime di tratta che non si sarebbe potuto espellere se solo ci fosse stato il tempo per una corretta informazione e per la formulazione di una richiesta di protezione.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/489091/Lo-strano-caso-delle-65-nigeriane-nel-Cie-evitato-il-rimpatrio-in-extremis

http://www.cartadiroma.org/news/cie-di-ponte-galeria-il-rimpatrio-delle-donne-nigeriane/

http://frontex.europa.eu/operations/archive-of-operations/?p=2&year=2016

 I criteri del tutto sommari di accertamento dell'età hanno reso possibile il rimpatrio anche di minori, a causa della mancata applicazione della presunzione di minore età imposta dalla Convenzione dell'ONU a salvaguardia dei diritti del fanciullo. Adesso queste attività di rimpatrio congiunto dovrebbe essere ulteriormente rafforzate con la creazione di una Guardia di frontiera europea e con compiti di respingimento che dovrebbero essere affidati all'operazione Sophia, come viene adesso definita l'operazione militare EUNAVFOR MED.

https://www.ceps.eu/system/files/LSE%20No%2088%20SC%20and%20LdH%20EBCG.pdf

Nel frattempo le commissioni territoriali, dopo la truffa dei fogli notizie distribuiti allo sbarco che venivano fatti compilare con indicazioni contrastanti con la richiesta di asilo, hanno aumentato il numero dei dinieghi notificati ai cittadini nigeriani richiedenti ( spesso tardivamente) protezione. Il decreto legislativo n.145 del 2015 introduceva procedure accelerate che non riducevano sostanzialmente i tempi complessivi della procedura, ma rendevano molto più sommaria la valutazione da parte della Commissione territoriale.

Audizione del presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo, prefetto Angelo Trovato.

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/69/audiz2/audizione/2016/06/08/indice_stenografico.0049.html

http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2016/05/Rapporto_Hotspots_Il-diritto-negato_Oxfam_19mag16.pdf

http://www.asgi.it/notizia/protezione-internazionale-decreto-legislativo-142-2015-circolare-30-novembre-2015-2255/

La situazione nei centri di accoglienza è così diventata sempre più critica, sia per i tempi interminabili ( anche 18 mesi) che avevano preceduto la decisione di diniego, sia per la difficoltà di proporre un ricorso, anche a fronte del restringimento progressivo delle possibilità di accesso al "patrocinio a spese dello stato". Che in qualche stato veniva pure revocato dopo essere stato concesso inizialmente.

http://www.interno.gov.it/it/sala-stampa/dati-e-statistiche/i-numeri-dellasilo

http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2016/giugno/dati-comm-terr-asilo-nordest.pdf

commissioni/dirittiumaniXVII/rapporto_cie.pdf

http://www.prefettura.it/parma/allegati/191202.htm

In questa situazione, dentro e fuori i centri di accoglienza, è dilagata una situazione di grave illegalità, con gestori incapaci o collusi che non aiutavano i migranti nell'accesso al ricorso giurisdizionale,  con decine di intermediari che si proponevano ai migranti per un loro trasferimento verso altri paesi europei, nella ipotesi più frequente nella quale la condizione di immigrato irregolare fosse sancita da una "intimazione del Questore a lasciare entro sette giorni il territorio nazionale" ( il cd. seven days)
Una intimazione che di fatto nessuno avrebbe mai potuto adempiere, essendo privo di mezzi e di documenti, a meno di non rivolgersi direttamente a Roma all'ambasciata del paese di origine. Estremamente limitate le possibilità di un  rimpatrio volontario, da escludere comunque per tutte le persone portatrici di esigenze di protezione.

http://www.refworld.org/docid/56bd992b15.html

https://www.hrw.org/world-report/2016/country-chapters/nigeria

https://www.hrw.org/africa/nigeria

Per molti nigeriani destinatari di provvedimenti di respingimento o di espulsione, dopo il diniego della richiesta di protezione da parte della Commissione territoriale non restava così che il ricorso giurisdizionale, sempre nei casi nei quali si riusciva a raggiungere una associazione, un mediatore culturale-linguistico, un avvocato capace di istruire il caso su base individuale. Perchè si deve anche osservare che molti legali, fiutato l'affare del patrocinio gratuito, si offrivano per presentare ricorsi fotocopia, che hanno prodotto altre sentenze fotocopia di rigetto.

http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2015/05/2015_25_maggio_lettera-cara-mineo.pdf

Quando sono stati presentati ricorsi individuali i giudici hanno preso atto della situazione oggettivamente presente in Nigeria e delle condizioni personali dei ricorrenti, anche alla luce di rapporti internazionali difficilmente confutabili. Particolarmente alta la percentuale di sentenze favorevoli alle donne ed ai migranti nigeriani di religione cristiana. Più critica la situazione nel tempo dei minori non accompagnati, che, a causa della lentezza delle procedure, venivano indotti a chiedere asilo o riuscivano a formalizzare la domanda solo mesi dopo il loro effettivo sbarco in Italia.

Qui un elenco di sentenze che nel caso di cittadini nigeriani hanno riconosciuto il diritto ad uno status di protezione internazionale o umanitaria ( prevista dall'art. 5.6 del T.U. n.286 del 1998). Forse, quando il ministro della Giustizia Orlando si è presentato in Commissione di inchiesta della Camera sui centri di accoglienza per stranieri, per presentare il suo disegno di legge che intende abolire il grado di appello per questi ricorsi, alla precisa domanda se disponeva di dati sui ricorsi avverso i dinieghi accolti dalla magistratura, avrebbe potuto rispondere almeno tenendo conto di queste sentenze.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/08/diritto-di-asilo-rischio-stravolgimento.html

Una decisione che allunga il numero di ordinanze a favore di cittadini nigeriani che fanno richiesta di protezione internazionale in Italia e che hanno ricevuto un diniego dalla Commissione territoriale. Nella fattispecie il Giudice ha accolto la domanda di protezione sussidiaria per i potenziali gravi rischi di incolumità che il cittadino nigeriano rischierebbe rientrando nel paese.

http://www.meltingpot.org/NIgeria-Il-rischio-che-corre-il-singolo-individuo-non-deve.html#.V8DD_TV_f3g

Con questa ordinanza il Tribunale di Genova ha riconosciuto la protezione sussidiaria a cittadino nigeriano in quanto nel paese sussistono condizioni "che comportano potenziali gravi rischi per l’incolumità dei cittadini stante il perdurante conflitto a sfondo politico, etnico e religioso ed il clima generale di violenza, in un contesto di carenza di condizioni minime di sicurezza".

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-sussidiaria-perche-nel-paese-sono.html#.V8DC6TV_f3g

http://www.meltingpot.org/Protezione-sussidiaria-ai-cittadini-nigeriani-esiste-una.html#.V8DBlzV_f3g

http://www.meltingpot.org/Due-sentenze-della-Corte-d-Appello-di-Trieste-la-Corte-ha.html#.V8DBrjV_f3g

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-sussidiaria-al-ricorrente-buona-parte.html#.V8DB4DV_f3g

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Nel-valutare-la-domanda-di-protezione-del.html#.V8DCATV_f3g

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-umanitaria-al-richiedente-attualmente.html#.V8DCHjV_f3g

Ordinanza del Tribunale di Palermo, pubblicata il 13 luglio u.s., che, accogliendo il ricorso, ha riconosciuto la protezione sussidiaria, ai sensi dell’art. 14 , lett. c) del d.lgs 251/2007, in favore di un cittadino nigeriano, in ragione della “violenza indiscriminata in situazione di conflitto armato” presente nella sua zona di provenienza (nord della Nigeria).

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-sussudiaria-al-richiedente-al-nord-vi-e.html#.V8DCQzV_f3g

Ordinanza di accoglimento di protezione umanitaria a favore di un cittadino nigeriano proveniente da EDO STATE, ritenuto non affidabile nel racconto ma la pericolosità riconosciuta anche della parte meridionale della Nigeria, come da rapporto Amnesty 2015 e sito Viaggiare Sicuri, e l’integrazione sociale in Italia, sono prevalsi.

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Anche-il-sud-del-paese-e-da-ritenersi-zona.html#.V8DCojV_f3g



1 commento:

  1. Per voi nessun paese africano è sicuro, quindi l'Italia dovrebbe accogliere tutta l'Africa ... E pensate che qualcuno sia favorevole a questo?

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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