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giovedì 18 agosto 2016

Diritto di asilo a rischio. Stravolgimento delle regole processuali sui ricorsi contro il diniego dello status di protezione. Una proposta di legge che non porterà nessun risparmio ma che aumenterà solo frustrazione ed esclusione.


Il governo italiano ed il ministro della giustizia Orlando, dopo le misure procedurali adottate con il decreto legislativo 142/2015, pensano ad uno stravolgimento delle regole processuali per i ricorsi contro le decisioni di diniego adottate dalle Commissioni territoriali. Appena un anno fa si era già intervenuti in materia di ricorsi giurisdizionali contro i dinieghi di status, ma evidentemente quell'intervento non è ritenuto abbastanza restrittivo. Adesso sembra pronto un nuovo disegno di legge.

http://www.asgi.it/notizia/protezione-internazionale-le-nuove-norme-analizzate-dallasgi/

http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/richiedenti-asilo-il-governo-cancella-l-appello-contro-la-decisione-del-tribunale.html

Con procedure sommarie e giudici che dovrebbero essere "specializzati", ma che rischiano di diventare "giudici speciali", omologati a direttive che potrebbero arrivare anche dai livelli più alti degli apprati giudiziari, se non direttamente dall'esecutivo, con tante sentenze "fotocopia(te)", si vorrebbero velocizzare le procedure in modo da potere svuotare i centri di accoglienza, comminare più rapidamente provvedimenti di espulsione ai richiedenti asilo denegati, e magari mettere in esecuzione misure di accompagnamento forzato nei paesi di origine, come lo stesso governo auspica di fare nell'ambito dei nuovi rapporti di collaborazione con i paesi di origine e transito previsti dal Processo di Khartoum. Qualcuno addirittura vorrebbe la scorciatoia del decreto legge per mettere il Parlamento davanti al fatto compiuto.

http://www.repubblica.it/politica/2016/08/18/news/migranti_profughi_niente_appello-146173782/?refresh_ce%C2%A0nel

http://www.dire.it/lettere/migranti-pagano-problema-ricorsi-domande-asilo-gravi-responsabilita-governo/

Il ministro ignora, o sottovaluta, la portata della più recente giurisprudenza che riconosce numerosi casi di status, dopo le decisioni sfavorevoli delle Commissioni territoriali.  Perchè non fornisce statistiche anche su questo punto ?  Il ministero della giustizia non ha dati certi. Così rispondeva il ministro alla Commissione di inchiesta della Camera sui centri per stranieri, poche settimane fa.

"Per quanto riguarda la questione del ribaltamento delle pronunce delle commissioni, non so dare una risposta. Per farlo dovrei entrare nel merito delle valutazioni espresse dai tribunali. Credo che la giurisdizione esprima un punto di vista necessariamente diverso da quello degli organi di carattere amministrativo e mi auguro – per non girare intorno alla questione – che gli organi amministrativi si adeguino all'indirizzo prevalente della giurisdizione. Per altro, per renderla più omogenea abbiamo previsto dei focus periodici nei quali le diverse sezioni si confrontino prima dell'intervento della Cassazione, che ha la funzione di dare omogeneità alle pronunce".

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/69/audiz2/audizione/2016/06/21/indice_stenografico.0051.html

Le auspicate ( da Orlando ) riforme legislative del diritto di asilo europeo, tutte in senso restrittivo, non avranno un percorso facile e si dovrà vedere la compatibilità di norme cogenti di provenienza europea con la nostra Costituzione.

http://www.meltingpot.org/Il-nuovo-pacchetto-di-riforme-del-sistema-europeo-comune-di.html

Gli esempi ed i paragoni che il ministro fa con riferimento ad altri paesi dell'Unione Europea sono da verificare, stato per stato, tenendo conto che in quei paesi le procedure durano alcuni mesi e non anni come in Italia, e che le procedure cosiddette fast-track sono state oggetto di critiche assai dure anche all'estero. Il modello che persegue il ministro è chiaramente il modello inglese,  molto diverso da quello attuale italiano perchè prevede la detenzione amministrativa di tutti i richiedenti asilo, una procedura che è stata sottoposta ad una serie di ricorsi anche davanti alle corti inglesi.

https://www.theguardian.com/uk-news/2015/jun/26/court-suspends-fast-track-asylum-appeal-system

https://www.theguardian.com/uk-news/2015/jun/12/fast-track-asylum-system-ruled-unlawful

https://www.opendemocracy.net/5050/jerome-phelps/after-fast-track-what-next-for-detention-of-asylum-seekers

The Government's fast-track appeal system for processing asylum applications has been declared unlawful by the High Court.
A judge ruled the system, which has been used to speed up the processing of asylum-seeker claims for the last 10 years, is "structurally unfair".
Mr Justice Nicol, sitting in London, said the system must be quashed but put a stay on his order taking effect to give the Lord Chancellor and Home Secretary time to appeal his decision to the Court of Appeal.
The ruling is a groundbreaking victory for the charity Detention Action, which campaigns on behalf of individuals held in immigration detention.
"Many asylum seekers on the detained fast track are confused and distressed," the group said.
"Held in conditions equivalent to a high-security prison, they struggle to understand a complex procedure in an unfamiliar and hostile environment in which clear information is not always easily available.
"Such circumstances pose considerable obstacles to asylum seekers' ability to engage effectively with the asylum process.
"Time is always against the asylum seeker on the detained fast track."
http://news.sky.com/story/governments-fast-track-asylum-appeals-unlawful-10356111

Ed ecco quello che succede in Francia dove per i ricorsi contro i dinieghi dello status di protezione esiste un giudice amministrativo "specializzato". Basta fare un paragone tra il modello francese e quello che propone adesso il ministro Orlando, per cogliere le differenze.

http://www.conseil-etat.fr/Tribunaux-Cours/Missions/Cour-nationale-du-droit-d-asile

http://www.conseil-etat.fr/Decisions-Avis-Publications/Etudes-Publications/Dossiers-thematiques/Le-juge-administratif-et-le-droit-d-asile

https://www.service-public.fr/particuliers/vosdroits/F2675

http://www.gisti.org/spip.php?rubrique112

www.gisti.org/IMG/pdf/cimade-droit-asile-formation-novembre-2015.pdf

Yehudi Pelosi*, « Une avancée incertaine pour l’effectivité des recours des demandeurs d’asile « prioritaires » », La Revue des droits de l’homme, 7 mars 2014 (Lien : http://revdh.revues.org/610).

http://combatsdroitshomme.blog.lemonde.fr/2014/03/07/une-avancee-incertaine-pour-leffectivite-des-recours-des-demandeurs-dasile-prioritaires-ce-6-decembre-2013-m-d-a-et-a/

https://www.legifrance.gouv.fr/affichJuriAdmin.do?oldAction=rechJuriAdmin&idTexte=CETATEXT000028280181&fastReqId=1407970131&fastPos=1

Quanto alla Spagna ed al carattere "effettivo" che deve avere il ricorso contro le decisioni che negano il riconoscimento di uno status di protezione, si è già espressa la Corte Europea dei diritti dell'Uomo, in una decisione che non si può trascurare anche con riguardo alla normativa che si vorrebbe introdurre in Italia.

http://www.gdr-elsj.eu/2014/06/16/asile/la-saga-du-droit-a-un-recours-effectif-de-nouveau-devant-la-cedh-le-droit-espagnol-des-etrangers-propice-au-refoulement-des-demandeurs-de-protection/

www.asylumlawdatabase.eu/

Piuttosto che rendere più rapido l'accesso alla procedura in Italia (attualmente anche nove mesi per la mera compilazione del modello C 3 in questura), aumentare le garanzie per i soggetti vulnerabili (come i minori non accompagnati che nel corso della procedura compiono diciotto anni), e prendere atto di una serie impressionante di annullamenti di dinieghi da parte dei giudici ordinari ( sul punto il ministro non fornisce statistiche, nè fa riferimento a nazionalità), si preferisce stravolgere le regole processuali ed ampliare il ricorso alla detenzione amministrativa. In questo modo non si decongestioneranno i centri di accoglienza ma si creeranno nuovi ghetti e si abbatteranno le garanzie ed i diritti di difesa attualmente previsti in favore dei richiedenti asilo denegati dalle Commissioni territoriali.

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-umanitaria-al-richiedente-attualmente.html#.V7V70qJ_f3g

http://www.meltingpot.org/Nigeria-Protezione-sussudiaria-al-richiedente-al-nord-vi-e.html#.V7V8FqJ_f3g

http://www.meltingpot.org/Gambia-Protezione-umanitaria-sia-per-le-condizioni-del.html#.V7V79aJ_f3g

http://dirittocivilecontemporaneo.com/category/asilo-e-protezione-internazionale/

http://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-roma-ordinanza-del-15-maggio-2016/

http://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-milano-ordinanza-29-aprile-2016/

Il ministro nei suoi paragoni con altri paesi europei dimentica che in Italia è vigente una legge che permette di riconoscere, a differenza che in molti altri stati UE, il diritto alla protezione umanitaria, in caso di diniego della protezione sussidiaria o dello status di rifugiato.

http://www.meltingpot.org/+-Permesso-di-soggiorno-per-motivi-umanitari-e-per-protezione-+.html

Le espulsioni effettivamente eseguite resteranno comunque sui numeri attuali ( molto esigui) ma crescerà una popolazione di irregolari, frustrati e senza futuro che vagherà da una regione all'altra e che comunque cercherà di andare in un altro paese europeo, salvo ad essere respinti di nuovo in Italia. I rischi di conflittualità sociale che ne potrebbero derivare sono altissimi. 

http://www.a-dif.org/2015/10/25/ricorsi-contro-i-dinieghi-degli-status-di-protezione-ed-effettivita-dei-diritti-di-difesa/

Si corre il rischio oggettivo di una proliferazione di centri di detenzione per richiedenti asilo "denegati" che abbiano avuto respinto il ricorso, una detenzione che in molti casi sarebbe puramente sanzionatoria, e dunque contraria alle norme europee in materia di rimpatri forzati ( Direttiva rimpatri 2008/115/CE), a fronte della chiara evidenza del numero esiguo di espulsioni che si potranno eseguire effettivamente, come ampiamente documentato dalla Relazione della Commissione Diritti Umani presieduta dal Senatore Luigi Manconi.

/www.senato.it/

Le responsabilità di un ennesimo fallimento annunciato e di gravi violazioni dei diritti fondamentali delle persone ricadranno su chi ritiene di potere risolvere i problemi stravolgendo le regole dello stato di diritto e violando il principio di indipendenza della magistratura e di eguaglianza dei cittadini e degli stranieri di fronte alla legge,. Il principio costituzionale del giusto processo non può valere differentemente per i cittadini italiani e per gli stranieri richiedenti protezione che ricorrono contro un diniego adottato dalla commissione territoriale. Se il progetto del ministro Orlando diventasse legge si dovranno sollevare eccezioni di costituzionalità davanti alla Corte Costituzionale.

Le posizioni critiche da parte dei giuristi non erano mancate e non mancheranno di certo in futuro se il progetto del ministro diventerà legge.

Non può dirsi poi che gli uffici ministeriali di supporto siano sempre consapevoli delle questioni trattate, se si considera che l'on. Orlando da un lato rivendica al recente d.lgs. 142/15 l'estensione del rito sommario di cognizione alle procedure di protezione internazionale (invero regolate dal rito sommario sin dal 2011), e dall'altro, pochi paragrafi dopo, annuncia il progetto di sottrarre tali procedure al rito sommario per riportarle nell'alveo della volontaria giurisdizione.
Né si comprende in che modo il Ministero possa “impartire specifiche istruzioni agli uffici giudiziari al fine di rendere omogeneo il procedimento su tutto il territorio nazionale”, o se le istituende sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini della UE assorbirebbero tutte le competenze, oggi irrazionalmente divise (come sottolinea il deputato Brescia di M5S) tra giudice di pace, giudice ordinario e giudice amministrativo.
Certo è che con la creazione ex abrupto di queste sezioni, in un contesto culturale nel quale buona parte della magistratura e dell'avvocatura sono ancora poco consapevoli dell'importanza e della complessità anche giuridica della materia, si rischierebbe facilmente di avere, al di là delle intenzioni, una sorta di uffici-ghetto, carenti di sufficienti risorse materiali e professionali.

http://www.questionegiustizia.it/articolo/immigrazione_non-servono-riforme-al-buio_21-07-2016.php

Le dichiarazioni del ministro Orlando nella sua audizione davanti al Comitato Schengen del 3 agosto scorso, le stesse, parola per parola, riferite nelle sue dichiarazioni dall'articolo su La Repubblica di ieri.

"Ritengo fondamentale partire dai dati relativi alle richieste di protezione internazionale rivolte alle Commissioni amministrative territoriali negli anni 2013-2016. L’incremento delle domande di asilo si è tradotto inevitabilmente in un altrettanto esponenziale aumento del numero delle impugnazioni in sede giurisdizionale. Durante i primi 5 mesi del 2016, nei Tribunali sono stati iscritti ben 15.008 ricorsi in materia di “Protezione internazionale”, con un flusso in decisa crescita, con circa 3.500 nuovi ricorsi al mese. Le sedi giudiziarie col maggior numero di iscrizioni sono Napoli e Milano, seguite da Roma e Venezia. Non appare altrettanto elevato il numero delle definizioni che, nello stesso periodo, sono 985. D’altra parte, il lasso di tempo necessario ad esaminare e trattare i ricorsi determina uno slittamento in avanti del momento definitorio rispetto a quello della mera iscrizione.  Sul punto, merita di essere evidenziato che la competenza giurisdizionale in materia è per lo più di derivazione europea. Il giudice italiano, è, anzitutto, un giudice dell’Unione Europea. Si tratta di un’attività estremamente onerosa per il singolo giudice, vigendo nel giudizio di protezione il principio dell’onere della prova attenuato. La conseguenza è che i riscontri esterni alle dichiarazioni di ciascun migrante, richiedente asilo, devono essere ricercati dallo stesso giudice del procedimento, con un lavoro complesso di analisi delle dichiarazioni e ricerca dei riscontri esterni, che rallenta i tempi delle decisioni. In proiezione futura appare evidente che, se le iscrizioni di nuovi ricorsi manterranno lo stesso passo dei primi mesi del 2016 e, di contro, le definizioni non seguiranno un ritmo corrispondente, ci troveremo di fronte a una materia ad alto accumulo di pendenze. Dai dati forniti, emerge poi come le circa mille decisioni del 2016 presentino una bassissima percentuale di accoglimenti totali. Quanto alla durata dei procedimenti, la media nel 2016 si attesta sui 167 giorni. Siamo, dunque, di fronte a un procedimento relativamente snello se comparato al contenzioso civile, ma più lento se comparato ai riti di volontaria giurisdizione. Per poter fronteggiare una tale situazione, scongiurando l’accumulo di arretrato, si rende indifferibile un ulteriore snellimento della procedura di riconoscimento della protezione internazionale, che consenta ai Tribunali di tenere il passo con le iscrizioni".  ......

....."Già il decreto legislativo n. 142 del 2015 aveva introdotto un primo gruppo di importanti modifiche processuali per semplificare le controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale, estendendo a tali procedimenti l'applicazione del rito sommario previsto per la cognizione civile. Su questa direttrice appare indispensabile una ulteriore semplificazione pur nella salvaguardia delle garanzie fondamentali. Così, il Dicastero che dirigo ha assunto l'iniziativa di presentare ulteriori interventi normativi attraverso un disegno di legge attualmente al vaglio del Governo. Sulla base di un’analisi comparativa degli ordinamenti europei e delle disposizioni degli organismi sovranazionali, questo disegno di legge promuove la specializzazione dell’organo giurisdizionale come un elemento decisivo per l’accelerazione dei procedimenti. Non è un caso che nella maggior parte degli Stati membri gli organi di impugnazione di primo grado siano specializzati. Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Grecia sono solo alcuni esempi di specializzazione in materia di asilo e immigrazione. L’altro punto focale su cui è improntato il disegno di legge riguarda il sistema delle impugnazioni di secondo grado, ossia l’appello contro le decisioni dei Tribunali. Nella realtà europea i sistemi di impugnazione si articolano su un numero variabile di gradi di giudizio. La maggior parte degli Stati membri – tra cui Francia, Spagna, Belgio - prevede solo due gradi di giudizio: un primo grado di merito ed un secondo grado di legittimità. Lo schema di disegno di legge fa tesoro delle esperienze europee più efficaci, prevedendo importanti disposizioni per la semplificazione del ricorso giurisdizionale contro le decisioni delle Commissioni territoriali. Secondo l’architettura proposta, alle sezioni specializzate sono attribuite le controversie in materia di protezione internazionale - compresa la convalida del trattenimento del richiedente asilo - ma anche di immigrazione e libera circolazione dei cittadini comunitari, e di accertamento dello stato di apolidia, attualmente di competenza del Tribunale in composizione monocratica. Viene, inoltre, prevista la soppressione dell’appello contro la decisione del Tribunale e la sostituzione dell’attuale rito sommario di cognizione, con un procedimento camerale, di regola senza udienza, che consente l’acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria della videoregistrazione del colloquio del richiedente davanti alla Commissione. In proposito voglio precisare che procedure più rapide non mettono in pericolo i diritti. Le garanzie restano comunque salvaguardate, dal momento che la partecipazione dell’interessato all'udienza di convalida del trattenimento è assicurata attraverso un collegamento audiovisivo tra i centri di trattenimento e gli uffici giudiziari competenti. L’attenzione verso la tutela dei diritti costituzionali non può rimanere indietro rispetto alla legittima urgenza delle risposte di controllo. Diritti e sicurezza non sono i capoversi di due soluzioni politiche alternative. Sono vocaboli nati e cresciuti insieme nel patrimonio della civiltà democratica europea e soprattutto nelle fasi più convulse vanno stretti insieme. Ci tengo a precisare che il rito processuale descritto, a contraddittorio scritto e a udienza eventuale, si presenta conforme al “modello internazionale” di giusto processo e pienamente in linea con i princìpi espressi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Essi misurano le garanzie sulla natura degli interessi tutelati: l'udienza orale è ineludibile per i processi penali, mentre sono permesse restrizioni nei processi civili o amministrativi."

https://www.giustizia.it/resources/cms/documents/Audizione_Accordo_Schengen.pdf

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/08/03/30/comunic.htm#

http://webtv.camera.it/archivio?id=9885&position=0


1 commento:

  1. Non è vero che verranno rimpatriati in pochi, se i rimpatri li fa l'Unione europea allora la cosa è fattibile ... Voi come soluzione dite semplicemente: accogliamo tutti , ma questo NON è possibile

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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