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mercoledì 3 agosto 2016

Giorni di guerra dalla Grecia alla Libia fino alle frontiere interne dell'Unione Europea. Sotto tiro profughi, operatori umanitari e giornalisti indipendenti.


Sono ancora pochi, rispetto allo  scorso anno, i profughi che riescono a raggiungere le isole greche dalla Turchia, e la Grecia si dichiara in grado per ora di gestire questi nuovi arrivi, ma l'UNHCR parla di una sospensione "de facto" degli accordi tra la Turchia di Erdogan e l'Unione Europea, e ci si prepara al peggio. 

ttp://greece.greekreporter.com/2016/08/03/119-refugees-and-migrants-arrive-on-the-aegean-islands-in-the-last-24-hours/

UNHCR speaks of a ‘de facto suspension’ of the EU-Turkey deal - Despite the recent increase in refugee arrivals though, Greek authorities are still managing the situation
Tuesday, August 02, 2016

http://www.tovima.gr/en/article/?aid=819382

http://www.hurriyetdailynews.com/greece-wants-plan-b-over-turkeys-stance-to-possibly-quit-eu-migrant-deal-.aspx?pageID=238&nID=102445&NewsCatID=351

Se di profughi in Grecia ne arrivano pochi, la situazione nei centri di accoglienza sono sempre peggiori, perchè sono ancora meno quelli che riescono ad "evadere" dalla Grecia dopo che la Macedonia e la Bulgaria hanno chiuso le loro frontiere. La situazione è drammatica nelle isole, ma non va meglio nei campi di raccolta ai confini settentrionali, dopo lo sgombero forzato del campo di Idomeni.

http://www.aljazeera.com/news/2016/05/greece-begins-idomeni-refugee-camp-evacuation-160524051404401.html

http://www.dw.com/en/makeshift-refugee-camps-in-northern-greece-evacuated/a-19323822

http://data.unhcr.org/mediterranean/country.php?id=83

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3606261/Migrants-flee-Greek-riot-police-arrive-Idomeni-dawn-begin-removing-thousands-set-camp-near-Macedonia.html

Grecia - I 3000 rifugiati di Chios bloccati sull'isola. 55% donne e bambini
Osservatorio Balcani Caucaso
Sono circa 3.000 i rifugiati sull'isola greca. Attendono che le loro domande d'asilo vengano prese in esame. Secondo l'UNHCR il 55% di loro sono donne e bambini

http://dirittiumani1.blogspot.it/2016/08/grecia-i-3000-rifugiati-di-chios.html

https://newsthatmoves.org/en/more-than-33000-apprehensions-in-turkey/

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2014/04/29/grecia-migranti-e-rifugiati-respinti-in-turchia-coi-soldi-dellunione-europea/

Le navi della Nato sono state spostate in parte dall'Egeo verso il Mediterraneo centrale, dove è previsto che opereranno in collaborazione con i mezzi navali ed aerei della missione dell'Unione Europea denominata EUNAVFOR MED, Ma il numero degli arrivi in Grecia rimane ancora molto basso, ed Erdogan si riserva di usare il suo potere di ricatto a settembre, quando scadrà l'ultimatum per la libera circolazione nello spazio Schengen dei cittadini turchi, almeno di quelli ai quali non avrà ritirato il passaporto.

"Greece: EU-Turkey deal still holding after coup attempt"

E/EU_GREECE_MIGRANTS?SITE

http://www.euractiv.com/section/global-europe/news/turkey-to-back-out-of-eu-migrant-deal-if-no-visa-free-travel/

http://sputniknews.com/news/20160731/1043812617/turkey-erdogan-merkel-refugees-migrants.html

L'Unione Europea interviene tardivamente con una manciata di euro, ma non riesce a modificare il Regolamento Dublino III e la Relocation, promessa lo scorso anno dalla Grecia e dall'Italia verso altri stati dell'Unione, ancora non decolla.

https://www.buzzfeed.com/sirajdatoo/government-unlikely-to-meet-its-target-to-resettle-syrian-re#.cxMzA6pq6

 I principali stati europei sbarrano le frontiere e aumentano il numero dei campi di detenzione nei quali rinchiudere o confinare i migranti.

http://www.lettera43.it/politica/migranti-l-austria-pronta-a-inviare-truppe-in-ungheria_43675255835.htm                                                                                                                                
http://www.askanews.it/nuova-europa/presidente-ceco-alza-barricate-contro-possibili-arrivi-migranti_711873261.htm

La richiesta di verità e giustizia fà sempre più male ai governanti ed agli agenti istituzionali di cui dispongono per imporre il "loro" ordine. Un ordine che cancella i valori della solidarietà e dello stato di diritto, che trasferisce poteri dalle assemblee parlamentari agli esecutivi, e da questi alle forze di polizia. Se si considera come gli stati dell'Unione Europea stanno trattando i migranti, i dittatori,con i quali la stessa Unione cerca di collaborare per bloccare le partenze, possono avere gioco facile a ribaltare sui governanti europei le accuse di violazione dei diritti umani. Come stanno facendo Erdogan dalla Turchia ed Al Sisi dall'Egitto nei confronti di Francia, Italia ed altri paesi europei.

http://www.liberation.fr/france/2016/08/01/mort-d-adama-traore-la-communication-du-procureur-en-question_1469800

Criminalizzare la solidarietà: la guerra dello stato greco contro i movimenti

http://www.dinamopress.it/news/criminalizzare-la-solidarieta-la-guerra-dello-stato-greco-contro-i-movimenti

http://www.cnet.com/uk/videos/a-digital-lifeline-for-refugees-in-greece/

L'Europa di Schengen va in frantumi, i populismi ed i nazionalismi vincono ovunque, le elezioni spingono verso la guerra ai migranti, e gli stati inviano truppe alle frontiere esterne per sbarrare il passaggio ai profughi.

http://www.radiopopolare.it/2016/08/profughi-bloccati-in-stazione-a-como/

http://www.infoaut.org/index.php/blog/migranti/item/17445-ventimiglia-sgomberato-il-campo-informale-fermati-5-solidali

http://comune-info.net/2016/02/europa-dallo-stato-del-benessere-al-comune-malessere/

L'opinione di Barbara Spinelli , parlamentare europea della GUE-NGL.

https://www.opendemocracy.net/can-europe-make-it/lorenzo-marsili-barbara-spinelli/reclaiming-europe-from-powers-that-be-interview-

La paura del terrorismo legittima il ricorso allo stato di emergenza ed alla sospensione delle garanzie previste dalle Convenzioni internazionali. Anche la Francia di Hollande, come la Turchia di Erdogan si sottrae alla giurisdizione della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, e qualcuno vorrebbe addirittura modificare la Convenzione di Ginevra sui rifugiati, perché troppo garantista. In Italia solo il 4 per cento dei richiedenti asilo ottiene il riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra. In tutta Europa centinaia di migliaia di persone, almeno 80.000 solo in Italia, riceveranno nei prossimi mesi un diniego sulla richiesta di protezione internazionale, non saranno mai espulsi, se non in parte infinitesimale, e resteranno frustrati e condannati ad una condizione di perenne emarginazione e sfruttamento.

http://www.lettera43.it/politica/migranti-l-austria-pronta-a-inviare-truppe-in-ungheria_43675255835.htm

http://gds.it/2016/08/03/il-ministro-orlando-indagini-su-ruolo-isis-sulla-gestione-dei-migranti-verso-litalia_547657/

Altri vorrebbero stipulare accordi con un governo libico che ancora non esiste, sulla scorta del modello dell'accordo stipulato tra Unione Europea e Turchia. Ma il govero Serraj non controlla neppure tutta Tripoli. e dopo l'intervento americano su Sirte, ben difficilmente il Parlamento di Tobruk ed il generale Haftar accederanno ad un programma di riunificazione.

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2016/08/02/libyas-tobruk-parliament-does-not-accept-u.s.-raids_289310d0-d678-4df1-ae8c-fe36e4c695ae.html

Tutti continueranno ad usare i migranti come merce di scambio, se non come scudi umani. 
 Dei diritti umani e delle vite delle persone intrappolate in Libia dalla guerra, una guerra che non finirà tanto presto, non importa niente a nessuno.

http://pilotonline.com/news/military/local/uss-wasp-sailors-marines-play-role-in-u-s-airstrikes/article_38bdb44b-1094-5e96-864d-ae3c35183c8c.html

Si restringe lo spazio per le missioni umanitarie di ricerca e salvataggio in mare, ed allo sbarco prevale su tutto la ricerca dei presunti scafisti e dei testimoni. Una ricerca che cementa omertà ed allontana gli operatori umanitari dalla individuazione dei soggetti più vulnerabili.                                                                                                                                                        http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/07/censura-sui-soccorsi-3400-migranti-nord.html?m=1                                                                                                                                                                   Uno scarto sempre più grande tra le missioni di ricerca e salvataggio a carattere umanitario e le attività di sorveglianza delle frontiere marittime e di repressione dell'immigrazione irregolare. Forse a qualcuno potrebbero dare fastidio testimoni indipendenti.

http://ragusa.gds.it/2016/08/03/migranti-fermati-7-presunti-scafisti-a-pozzallo-e-augusta_547596/

http://palermo.gds.it/2016/08/01/sbarco-a-palermo-fermati-dodici-scafisti-individuati-grazie-ai-racconti-dei-migranti_546896/

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2016/06/02/news/il_soccorso_in_mare_dei_profughi-140950243/

L’organizzazione di Gino Strada, in una nota in cui sottolinea la sua totale estraneità nella decisione. “Motivazioni di natura economica che prescindono da nostra volontà”. Moas replica: “Dispiaciuti ma dobbiamo salvare il progetto”

ROMA – Finisce tra le polemiche la collaborazione tra il Moas ed Emergency, per il soccorso in mare dei migranti sulla nave Responder. Questa mattina l’organizzazione di Gino Strada, in una nota ha annunciato la fine della partnership sottolineando la sua totale estraneità nella decisione. “Venerdì scorso Emergency è stata informata da Moas (Migrant Offshore Aid Station) della decisione di concludere la collaborazione che vedeva entrambe le associazioni impegnate in una missione di salvataggio e cura dei migranti nel Mediterraneo – si legge -. Le motivazioni di Moas sono di natura economica, riguardano solo Moas e prescindono dalle azioni e dalla volontà di Emergency, che non è stata coinvolta in questa decisione”.


http://www.migrantitorino.it

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513391/Soccorso-migranti-conclusa-la-collaborazione-tra-Moas-ed-Emergency

Si diffonde anche in Italia la censura sui mezzi di informazione, non solo nei porti, da Augusta (Siracusa) e Catania, sede di Frontex a Ventimiglia e Chiasso, mentre il sistema statale di accoglienza straordinaria (CAS)  e dei centri per MSNA va allo sbando, sta davvero vincendo la "parte inospitale".

Riceviamo dalla Rrete Antirazzista Catanese
ARRIVATI A CATANIA 381 MIGRANTI E 4 SALME. IMPEDITO L'ACCESSO A ASSOCIAZIONI E CACCIATI, IN UN PRIMO MOMENTO, ANCHE I GIORNALISTI. COSA VUOLE NASCONDERE LA PREFETTURA DI CATANIA?
Questa mattina a bordo della nave di salvataggio Topaz Responder sono arrivati a Catania 381 migranti e le salme di 4 persone, morte durante il viaggio in mare.
Associazioni antirazziste, organi di stampa locali, RAI, testate internazionali presenti nelle vicinanze della zona di sbarco per documentare l'arrivo dei migranti e di chi purtroppo non è sopravvissuto alla tratta, sono stati allontanati dalle forze di polizia su ordine della Prefettura di Catania.
Attivisti e giornalisti si trovavano fuori dalle aree recintate per motivi di sicurezza e per motivi sanitari e non creavano alcun intralcio alle operazioni di soccorso e di “accoglienza”.
Questa mattina forze di polizia, su ordine di alcuni funzionari della Prefettura di Catania, hanno impedito alle associazioni antirazziste di monitorare le misure di accoglienza e ai giornalisti di svolgere il loro mestiere e di assistere, per poi raccontarle, alle operazioni di sbarco, identificazione e soccorso dei migranti. Una gestione militare, ingiustificabile per motivi sanitari o di sicurezza, che nega il diritto di cronaca e sospende la democrazia.
La volontà della Prefettura di Catania di tenere lontani i giornalisti e le associazioni e di mantenere invisibili le operazioni di sbarco e identificazione dei migranti lascia credere che alcuni funzionari della Prefettura abbiano intenzione di nascondere qualcosa agli occhi della popolazione. Non vi è altra spiegazione all'allontanamento degli organi di stampa da aree neanche minimamente interessate dalle operazioni di sbarco ma che permettevano una visuale sulle procedure.
Solo nella tarda mattinata e dopo numerose pressioni la Prefettura ha acconsentito all'ingresso, scortato, in un'area recintata, dei giornalisti accreditati continuando a impedire l'accesso ad associazioni e freelance.
Il Prefetto di Catania spieghi immediatamente alla città le motivazioni di atti compiuti fuori dalla democrazia, impedisca che ciò si ripeta e rimuova i funzionari prefettizi che hanno determinato tale situazione.
Rete Antirazzista Catanese

http://catania.meridionews.it/articolo/45945/migranti-385-persone-e-quattro-salme-al-porto-e-stretta-sul-diritto-di-cronaca-nuove-regole/

http://www.meltingpot.org/Ventimiglia-Sta-vincendo-la-parte-inospitale

Ancora critiche dalle Nazioni Unite sull'approccio Hotspot, cardine delle politiche di selezione ed identificazione dei migranti sbarcati in Italia.

http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/LegalQuestionsOverHotspots.aspx?platform=hootsuite

Un approccio che doveva essere finalizzato alla Relocation e che diventa insostenibile quando la stessa Relocation si blocca.

http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/it/documentazione/statistica/cruscotto-statistico-giornaliero

Per non parlare del trattenimento dei minori  negli Hotspots di Lampedusa e Pozzallo, e della mancanza di basi legali di un sistema para-detentivo fondato esclusivamente su circolari ministeriali. Anche questa è guerra, guerra allo stato di diritto. Ed alle persone che ne sono vittime. Che non dimenticheranno tanto facilmente.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/07/quellaccoglienza-per-minori-chiamata.html


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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