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domenica 28 agosto 2016

L'Egitto di Al Sisi è già dentro il Processo di Khartoum. Arresti di migranti e di oppositori, mentre il governo finge di allentare la repressione. Per l'Unione Europea va bene così.



I rapporti tra Italia ed Egitto, sul fronte del cd. contrasto dell'immigrazione irregolare, partono con il primo accordo di "ccoperazione di polizia" concluso nel 2000 e procedono a gonfie vele dai tempi del blocco dei profughi Tamil fermati nel 2001, in Mediterraneo o mentre tentavano di superare lo stretto di Suez a bordo di vere e proprie carrette, dall'intervento congiunto dei poliziotti egiziani e di agenti italiani della Guardia di finanza. Molti di quei Tamil vennero "restituiti" alla dittatura di Colombo che li incarcerò e li mise sotto tortura, alcuni morirono, altri raggiunsero comunque l'Europa, chiedendo ed ottenendo il riconoscimento di uno status di protezione. Qualcuno oggi è persino diventato cittadino italiano.

Come sottolinea il Direttore centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle frontiere, il fenomeno «ha assunto connotazioni di rilevante entità nel 2001 e soprattutto nel 2002. Nel 2001, infatti, sono stati registrati 23 episodi di sbarco, per un totale di 1.470 clandestini, che hanno interessato le province di Catania, Siracusa, Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria. Il fenomeno ha raggiunto, nel periodo gennaio-aprile 2002, proporzioni di assoluto rilievo con 24 episodi di sbarco nelle suddette province, per un totale di 2.372 cingalesi». 
Fu per combattere questo fenomeno che l’Italia concluse nel giugno del 2000 un trattato di cooperazione di polizia con il paese mediorientale. Sulla base dell’accordo di polizia e in seguito a ulteriori intese informali raggiunte tra i due governi nel maggio del 2002, un ufficiale di collegamento della polizia italiana venne inviato in Egitto, nell’ottobre del 2002, con specifici compiti in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e al traffico di esseri umani.

Il controllo dell’immigrazione tra Nordafrica e Italia
di  Paolo  Cuttitta 

http://www.academia.edu/7044082/Il_controllo_dell_immigrazione_tra_Nordafrica_e_Italia

Negli anni successivi, gli accordi di riammissione con l'Egitto, stipulati sotto forma di cooperazione pratica come accordi tra polizie, poi consacrati in un accordo bilaterale vero e proprio, hanno sempre permesso un modesto  numero di rimpatri verso Il Cairo, in genere di migranti appena sbarcati in Italia, che non ricevevano alcuna informazione, ed erano generalmente privati di un interprete, neppure in grado quindi di accedere alla procedura di protezione. Alcuni di quelli che giungevano comunque in Italia irregolarmente, dopo anni di sfruttamento, riuscivano ad inserirsi nei decreti flussi che si emanavano fino a due anni fa, che di fatto funzionavano come forme di regolarizzazione successiva. Per molti, se non per tutti erano comunque anni di grave sfruttamento lavorativo.

Nel 2005 l'Italia ha concluso con l'Egitto un accordo quadro e poi nel 2007 un accordo di riammissione di portata più ampia. 

Accordi di riammissione Italia-Egitto
Nel 2005 tra il governo italiano e quello egiziano si è concluso un "Accordo di cooperazione in materia di flussi migratori bilaterali per motivi di lavoro", siglato al Cairo il 28 novembre dall’ allora Ministro del lavoro Roberto Maroni. Nel testo dell’accordo si prevedeva che i due governi, al fine di "gestire in modo efficiente i flussi migratori e prevenire la migrazione illegale", si impegnassero a facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoratori migranti da e per l’Egitto. Il governo italiano, dal canto suo, si impegnava a valutare l’attribuzione di una speciale quota annuale per lavoratori migranti egiziani. Nel protocollo esecutivo si legge che il “Ministero del Lavoro e delle politiche sociali italiano comunicherà all’omologo egiziano i criteri, ai sensi della normativa italiana, per redigere una lista di lavoratori egiziani disponibili a svolgere un’attività lavorativa subordinata anche stagionale in Italia. La lista dovrà essere pubblicata sul sito web del ministero del Lavoro italiano”.
Detto accordo non ha per nulla favorito i lavoratori egiziani, ma ha posto le basi per ulteriori accordi di riammissione e collaborazione.
Nel gennaio del 2007 il governo italiano, ha siglato un accordo di collaborazione in base al quale in cambio di poche migliaia di posti riservati ai lavoratori egiziani nelle quote determinate con i decreti flussi annuali, si ammettevano forme di attribuzione della nazionalità molto celeri, grazie anche alla collaborazione di funzionari ed interpreti egiziani presenti in Italia.
Detto accordo ha consentito nel marzo del 2007 il rimpatrio in Egitto di centinaia di cittadini egiziani irregolarmente giunti a Lampedusa attraverso lo “scalo tecnico dell’aeroporto di Catania.
Identico tragitto - Lampedusa, aeroporto di Catania, Egitto - hanno percorso i migranti egiziani respinti nel dicembre del 2008.
Detti rimpatri per le modalità e i tempi delle identificazioni e per le motivazioni tutte identiche dei provvedimenti adottati nei confronti dei migranti possono essere considerate delle espulsioni collettive, vietate dall’ordinamento internazionale e comunitario.
Anche per gli accordi Italia-Egitto le dichiarazioni del Prefetto Ronconi rese in sede di Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione - Camera dei deputati/ Senato della Repubblica sono molto interessanti.
Il Prefetto Ronconi riferisce che “con l’Egitto, esiste un gentlemen’s agreement, per cui rimpatriamo tutti coloro che si dichiarano - o che noi riteniamo - egiziani senza fare ricorso alle impronte digitali.. Si tratta di un gentlemen’s agreement nel senso che, in caso di sbaglio, noi siamo disposti a riammettere la persona erroneamente rimpatriata.”
Le persone diventano pacchi che possono essere rispediti al mittente con buona pace del diritto internazionale.


http://www.migreurop.org/article1418.html?lang=fr

Dopo quegli accordi si sono intensificate le operazioni di rimpatrio in Egitto, con voli da diversi aeroporti italiani verso Il Cairo, soprattutto dall'aeroporto di Catania, con procedure di riconoscimento assai semplificate, al punto da configurare la violazione del divieto di espulsioni collettive, per la mancata identificazione individuale dei destinatari delle misure di allontanamento. Naturalmente la rapidità delle operazioni di arresto ed imbarco sugli aerei, e la costante presenza delle autorità egiziane, riduceva la possibilità di chiedere protezione internazionale o umanitaria e cancellava del tutto i diritti di difesa.

http://www.radiortm.it/2009/01/22/ragusa-la-polizia-di-stato-rimpatria-i-clandestini-sbarcati-con-ponte-aereo/

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/10/27/visualizza_new.html_1727234607.html

Atto Camera Interpellanza 2-00882 presentata da GIUSEPPE BERRETTA lunedi' 8 novembre 2010, seduta n.391

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic2_00882_16

Negli ultimi anni, dopo le cd. primavere arabe del 2011, indipendentemente dai governi al potere e dal mancato rispetto dei diritti umani, le espulsioni ed i respingimenti dall'Italia verso l'Egitto sono continuate con la stessa cadenza, anche se complessivamente con numeri piuttosto bassi. Molti voli diretti al Cairo sono partiti dall'aeroporto di Catania, dopo riconoscimenti sommari con procedure semplificate e con la collaborazione di agenti consolari presenti in Italia ( per i riconoscimenti).

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/catania-in-volo-i-68-migranti-rimpatriati-a-fondo-il-diritto-dasilo/6194

http://catania.blogsicilia.it/immigrazione-rimpatriati-47-egiziani/50790/?am_force_theme_layout=desktop

http://www.meltingpot.org/Respingimenti-ed-accordi-di-riammissione-Sotto-accusa-l.html#.V8NKCjV_f3g

Particolarmente grave il fatto che la polizia italiana continui a ritenere maggiorenni i ragazzi di 18 anni, secondo la legge italiana, mentre il diritto internazionale privato e la convenzione di New York sui diritti dei minori impone di considerare minorenne una persona in base alla legge del paese di origine, ed in Egitto la maggiore età si consegue solo a 21 anni. Possiamo dire dunque che l'Italia ha sistematicamente violato il divieto di espulsione di minori sancito dall'art. 19 del T.U. n. 286 del 1998.

http://www.internazionale.it/reportage/2016/05/13/migranti-egitto-rotta-mediterraneo

A partire dal gennaio del 2015 l'Egitto non è più stato, neppure per i siriani, con qualche eccezione, un paese di transito e di partenza verso l'Europa, e la polizia di Al Sisi ha progressivamente aumentato i controlli e lo smantellamento delle complicità che fino ad allora avevano permesso ai trafficanti di fare partire barconi verso la Grecia, in particolare Creta, e poi verso l'Italia.


CAIRO, Aug 28 (Aswat Masriya) - Egyptian border guard forces have thwarted illegal migration attempts by 366 people, the Egyptian armed forces spokesperson announced on Sunday.
According to army spokesperson Mohamed Samir, 268 persons of different nationalities were captured at Abu Qir town, the port city of Rosetta and Burullus city while trying to flee the country.

http://www.aswatmasriya.com/en/news/details/17605

La rotta dall'Egitto verso la Grecia e l'Italia rimane tra le più pericolose del Mediterraneo.

http://www.si24.it/2016/04/18/migranti-almeno-400-dispersi-a-largo-dellegitto/227886/

 Il 18 aprile 2016 è stato pubblicato lo studio Death by Rescue, realizzato dai ricercatori del Forensic Oceanography – University of London – in collaborazione con WatchTheMed all’interno del progetto sostenuto dall’Economic and social research Council ESRC “Precarious Trajectories”. La prefazione è a cura di Barbara Spinelli:

http://www.a-dif.org/tag/rimpatri/

Venivano intanto a restringersi le vie di ingresso legale in Italia, e l'abolizione di fatto dei decreti flussi annuali consegnava ad un destino di precarietà e sfruttamento quei migranti egiziani che non riuscivano a regolarizzare le loro posizioni. Si verificava anche un aumento dei minori non accompagnati che arrivavano in Italia dopo essere stati soccorsi in acque internazionali, ed un flusso consistente di egiziani si muoveva anche dalla Libia, dove non riuscivano a svolgere più le attività tradizionali di pesca o di impiego nell'industria del petrolio. negli ultimi due anni, con il collasso dell'economia libica e con la crisi militare che si aggrava ogni giorno di più, il numero di giovani migranti egiziani in fuga dalla Libia è ancora aumentato.

http://www.meltingpot.org/Accertamento-dell-eta-dei-minori-stranieri-non-accompagnati.html#.V8NUdzV_f3g

http://comune-info.net/2015/12/quei-rimpatri-collettivi-di-minori/

Tra i presunti scafisti è risultata molto alta la percentuale di giovani egiziani, qualcuno anche minorenne, magari con qualche esperienza di pesca, che sono stati arruolati prima dell'imbarco dalle organizzazioni criminali presenti in Libia, e che adesso stanno scontando la loro pena o una lunga carcerazione preventiva, nelle carceri italiane. Altri egiziani di diversa caratura, alcuni residenti da tempo in Italia, sono stati arrestati come scafisti di terra. Con il tempo, nelle prassi di polizia, si sono creati gli stereotipi dell'egiziano come "migrante economico", dunque irregolare, se non come "scafista", almeno fino a prova contraria.

http://www.cronacaonline.it/public/content/index.php/2016/07/04/arrestati-quattro-scafisti-egiziano-due-maggiorenni-e-due-minorenni-per-favoreggiamento-dellimmigrazione-clandestina/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/06/09/news/i_siriani_tornano_sulla_rotta_del_mediterraneo_arrestati_5_scafisti_egiziani-141637418/

http://www.strettoweb.com/2016/06/reggio-calabria-arrestati-2-scafisti-di-origine-egiziana/429511/

http://www.cataniatoday.it/cronaca/arrestati-cinque-scafisti-sbarco-polizia-finanza-6-luglio-2016.html

http://www.gazzettadelsud.it/gallery/messina/195533/Arrestati-nove-scafisti-egiziani.html

http://www.mbnews.it/2016/07/tredici-scafisti-di-terra-arrestati-la-mente-un-egiziano-di-monza/

In anni più recenti l'Egitto è stato inserito, su iniziativa italiana, nel cd. Processo di Khartoum (2014) ed è considerato come un paese partner nel controllo della mobilità dei migranti e nelle operazioni di riammisisone forzata, nel cd. Migration Compact (2015) presentato dall'Italia quest'anno ed approvato dall'Unione Europea, che peraltro ne aveva già tracciato le linee essenziali.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/proposal-implementation-package/docs/20160607/communication_external_aspects_eam_towards_new_migration_ompact_en.pdf

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2016/06/10/wide-agreement-on-migration-compact-alfano-3_edc0561a-2506-427a-9e8e-5b15db2b38c9.html

http://www.ansa.it/english/news/politics/2016/05/30/boldrini-praises-migration-compact_ab7b08b4-1cf7-4dc8-8e98-edfb8dd06c8f.html

A parte i primi mesi di quest'anno, dopo il sequestro e la barbara uccisione di Giulio Regeni, i rapporti con l'Egitto sul fronte della cooperazione nella lotta contro l'immigrazione irregolare, e più recentemente contro il terrorismo, non sono affatto interrotti, e sono riprese le riammissioni con accompagnamento forzato dall'Italia verso Il Cairo.

L'Egitto viola i diritti umani. Ma i migranti che giungono in Italia vengono riconsegnati alla polizia di al Sisi
di Giovanni Maria Bellu

http://notizie.tiscali.it/permalink/LEgitto-viola-i-diritti-umani.-Ma-i-migranti-che-giungono-in-Italia-vengono-riconsegnati-alla-polizia-di-al-Sisi/

https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/sep/02/prison-egypt-stripped-beaten-witness-torture-egypt

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/05/riprendono-i-rimpatri-forzati-verso.html

http://ilmanifesto.info/egitto-e-sudan-no-ai-rimpatri/

Sempre più difficile per gli egiziani accedere alla procedura di asilo in Italia, ed ottenere la protezione internazionale o umanitaria, malgrado negli ultimi mesi, in quel paese siano esponenzialmente aumentati gli arresti di oppositori, le sparizioni forzate, i casi documentati di tortura. Particolarmente esposti le minoranze religiose come i copti e gli appartenenti alla comunità LGBT. Anche dopo qualche rara sentenza di proscioglimento le forze di polizia si accaniscono impunemente nelle violenze su chi non avrebbe mai dovuto essere arrestato.

http://www.jpost.com/Opinion/Sisi-and-the-Copts-A-passing-crisis-or-the-end-of-an-alliance-466186

http://www.cairoscene.com/LifeStyle/On-Homosexuality-6-Egyptian-Men-Reveal-What-It-s-Like-To-Be-Gay-In-Egypt

http://www.pinknews.co.uk/2016/08/27/egyptian-police-use-grindr-to-hunt-gay-men-reports/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Pinknews+%28Pink+News%29

http://www.dailynewsegypt.com/2016/08/28/condemnations-lawyer-malek-adlys-delayed-release/

https://www.amnesty.org.uk/press-releases/egypt-shocking-police-attack-prisoner-moment-expected-release

http://www.aswatmasriya.com/en/news/details/17602

 E con queste forze di polizia che le nostre autorità sperano di collaborare per potere espellere o respingere il maggior numero di egiziani entrati irregolarmente o  "illegalmente" nel territorio italiano. ma si può qualificare illegale l'ingresso per ragioni di soccorso in acque internazionali ? Comunque anche gli egiziani, quando sono ben seguiti ed hanno ragioni individuali forti, ottengono il riconoscimento di uno status di protezione.

http://www.meltingpot.org/Riconoscimento-dello-status-di-rifugiato-ad-una-cittadina.html#.V8NT-TV_f3g

Nelle ultime settimane sono ancora aumentati gli arresti di migranti che tentavano di fuggire dall'Egitto per dirigersi via terra, attraverso la Libia, o direttamente via mare, verso l'Europa.

http://weekly.ahram.org.eg/News/17205/17/Halting-illegal-migration.aspx

http://en.aswatmasriya.com/news/details/17605

http://www.dailynewsegypt.com/2016/08/28/540757/

Da questo punto di vista, come emerso alla conferenza di Malta lo scorso novembre, l'Egitto ed altri paesi africani coinvolti nel Processo di Khartoum si stanno affrettando a dimostrare che sono in grado di controllare le proprie frontiere per incassare i soldi generosamente elargiti dall'Unione Europea, senza alcuna attenzione per le pesanti violazioni dei diritti umani a parte dei paesi contemplati dai Migration Compact. Che proseguono anche in Egitto tra mille depistaggi e false manifestazione di apertura da parte del regime di Al Sisi.

http://weekly.ahram.org.eg/News/17201/17/Messages-from-Al-Sisi.aspx

http://www.albawaba.com/news/human-rights-lawyer-released-maintains-tiran-and-sanafir-are-still-egyptian-877738

https://www.middleeastmonitor.com/20160825-sisi-pardons-300-prisoners/

https://www.middleeastmonitor.com/20160826-egypt-military-court-jails-17-civilians-for-violence/

http://www.egyptindependent.com/news/italy-provides-family-background-child-seeking-medical-care-brother

Cairo repeats offer to treat boy whose 13-year-old brother migrated to Italy seeking healthcare

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/241740/-.aspx

 L'opposizione democratica, malgrado tutto esiste e resiste ancora, ed in Italia non dimenticheremo mai le responsabilità del regime di Al Sisi, e non resteremo in silenzio, fino a quando non verrà fatta giustizia sull'uccisione di Giulio Regeni e sulle sparizioni forzate e sulle torture che ancora in questi giorni stanno subendo migliaia di egiziani, anche se il loro presidente dichiara che nessuno è detenuto. Ma è un falso clamoroso e si moltiplicano i processi politici davanti i tribunali militari.

Ex ufficiale egiziano a 'Presa diretta':"Giulio torturato perchè sospettavano che fosse una spia"

Domani sera lunedì a Presa Diretta

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Caso-Regeni-6f5a3cf7-c3ed-44d2-8a95-2aed9ee928da.html

http://www.internazionale.it/notizie/2016/06/28/espulsa-dall-egitto-una-conduttrice-tv-critica-verso-il-presidente-al-sisi

http://www.dailynewsegypt.com/2016/08/24/no-detainees-egypt-al-sisi/

http://www.presstv.com/Detail/2016/08/25/481577/Egypt-military-trials

http://www.dailynewsegypt.com/2016/08/27/court-sentences-professor-2-years-prison/

Photojournalist reported missing following arrest by security forces

http://www.dailynewsegypt.com/2016/08/28/photojournalist-reported-missing-following-arrest-security-forces/

Si dimentica infine che l'Egitto di Al Sisi è uno dei principali responsabili della crisi libica e che da tempo, parteggiando per il generale Haftar e per l'assemblea parlamentare di Tobruk, sta creando le condizioni per uno scontro endemico che giova soltanto ai tagliagole di ISIS. Grande è la confusione che regna su questo ruolo, anche per le iniziative doppiogiochiste dei francesi e per la scarsa efficacia degli interventi delle Nazioni Unite. L'Unione Europea sembra avere perso la voce nei confronti di Al Sisi ed ogni stato europeo cerca di trattare con il governo egiziano per ricavare il massimo vantaggio economico e politico. Con la sua polizia Al Sisi ha bloccato il transito dei siriani, e controlla con rigore anche le partenze degli egiziani. Adesso sembra che si stia riaprendo la possibilità di entrare in Libia, dopo accordi con l'Assemblea parlamentare di Tobruk e con il generale Haftar. Presto anche le armate e gli aerei egiziani potrebbero entrare in Cirenaica. Sarebbe lo scontro frontale con le forze del governo di Tripoli sostenuto, con convinzione sempre minore, dalle Nazioni Unite. E, come sempre, non mancherebbe la carne da macello.

http://www.dailynewsegypt.com/2016/08/28/540757/

http://www.libyaobserver.ly/news/dignity-operation-tasks-egyptian-army-secure-libya-borders-egypt-and-sudan

https://warisboring.com/the-libyan-national-armys-planes-and-helicopters-are-scattering-cluster-munitions-across-libya-a497122cbf84#.zf937rv86

In an interview with Nile News, the head of the UN support mission in Libya, Martin Kobler, said that Egypt has the right to defend its borders against terrorism

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/241823/-.aspx

http://www.digitaljournal.com/news/politics/op-ed-lots-of-cheerleaders-but-will-the-unity-government-win/article/473363

http://globalriskinsights.com/2016/08/libyas-collapse-changing-north-africa/

http://af.reuters.com/article/idAFL8N1BD333?rpc=401




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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