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domenica 21 agosto 2016

Nel Mediterraneo centrale continuano i soccorsi umanitari in mezzo alle operazioni militari. Il naufragio del diritto all'informazione. Dove sono finiti gli obblighi di ricerca e soccorso degli stati ?



Dalle agenzie più disparate filtrano a fatica i dettagli delle ultime operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale. Sembra che l'opinione pubblica europea debba essere tenuta all'oscuro di quanto sta avvenendo in queste settimane davanti alle coste libiche, dove è sempre più fitto lo schieramento delle navi da guerra. Anche sugli interventi sempre più frequenti delle navi umanitarie sembra calato il silenzio. Non si riesce neppure a conoscere il numero esatto delle vittime dell'ultima strage, cinque per i giornali italiani, sette per la stampa estera.

http://www.presstv.com/Detail/2016/08/21/480966/Libya-Mediterranean-refugees-Proactiva-Open-Arms

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/08/20/foto/migranti_giunta_al_porto_nave_con_cinque_salme_a_bordo_donne_e_bambini-146314521/1/#1

Si danno notizie degli arresti degli scafisti allo sbarco, ma non filtrano informazioni neppure sulle posizioni nautiche nelle quali avvengono gli interventi, operati prevalentemente dalle sette navi umanitarie presenti in zona, mentre i soccorsi apportati dai mezzi di Frontex e di EunavforMed appaiono limitati a determinate zone di mare, in acque internazionali (anche per l'esiguo numero dei mezzi impiegati dalle agenzie europee).

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2016-08-20/migranti-ancora-sbarchi-trapani-e-sardegna--112327.shtml?uuid=ADZBCz7

https://www.cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/31368

http://libyaprospect.com/index.php/2016/08/20/304-migrants-and-five-bodies-arrive-in-sicily-photos/

E' importante fare conoscere quello che sta avvenendo nel Mediterraneo centrale al largo della costa libica, in una fascia che va tra le 10 e le 40 miglia di fronte alle città di Zuwara, Sabratah, Tripoli. E' lì che si verifica anche il maggior numero di naufragi, o dove si rivengono cadaveri a bordo dei gommoni soccorsi.

http://www.presstv.com/Detail/2016/08/21/480966/Libya-Mediterranean-refugees-Proactiva-Open-Arms

https://www.tvnz.co.nz/one-news/world/hundreds-migrants-rescued-mediterranean-sea

The remains of a dinghy is seen partially sank after a rescue operation by members of Proactiva Open Arms NGO, at the Mediterranean sea, about 17 miles north of Sabratah, Libya, Saturday, Aug. 20, 2016. Migrants seemingly prefer to face the dangers of the journey towards Europe, rather than stay at home.(AP Photo/Emilio Morenatti)

http://www.businessinsider.com/ap-survivors-of-libyan-shipwreck-report-7-syrians-dead-2016-8?IR=T

In base alle Convenzioni internazionali di diritto del mare esistono obblighi di salvataggio che incombono sui paesi responsabili per le zone di ricerca e soccorso (search and rescue).

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/06/search-and-rescue-in-central.html

Le autorità statali non possono permettersi di delegare alle navi umanitarie una parte preponderante degli interventi di soccorso.

http://siracusa.gds.it/2016/08/21/salvati-576-migranti-nel-canale-di-sicilia-ad-augusta-arriva-anche-un-cadavere-video_554528/

L'Unione Europea non può mantenere operative missioni come Frontex-Triton, delle quali non si conoscono ancora gli assetti effettivi, o come Eunavformed, che sembra sul punto di collaborare con le autorità libiche, e che con i suoi strumenti di controllo  assiste ai soccorsi operati dalle navi umanitarie, quando è di fronte ad operazioni delle guardie costiere libiche che riprendono i gommoni dei migranti e li riportano indietro.

July 7, 2016 (KHARTOUM)- Libya’s coast guard this week seized five boats carrying over 500 illegal African migrants, among them 100 Sudanese, who had tried to cross the Mediterranean to Europe, Sudan tribune has learnt Thursday.

http://www.sudantribune.com/spip.php?article59541

http://www.telegraph.co.uk/news/2016/05/23/libya-migrant-crisis-coast-guard-intercepts-boats-carrying-850-m/

https://www.libyaherald.com/2016/08/05/libya-coast-guard-reports-over-10k-migrants-rescued-up-to-july-2016/

https://www.iom.int/sites/default/files/situation_reports/file/IOM-Libya-Migration-and-Assistance-Overview-11-August-2016.pdf

Sullo sfondo ai margini della cronaca, continuano ad aumentare le vittime della rotta migratoria più pericolosa del mondo, e ritornano a seguire questo percorso anche profughi siriani, ai quali l'Europa ha sbarrato tutte le vie di accesso. La situazione di conflitto in Libia rallenta le partenze, nelle ultime settimane dimezzate rispetto alla media settimanale dei mesi scorsi, ma questo non deve rassicurare nessuno, perchè corrisponde ad un aumento delle persone che continuano a subire abusi nei tanti centri di detenzione in Libia. E nessuno pensa più all'apertura di canali legali di ingresso in Europa. Al massimo si cerca di chiudere con la Libia, quando avrà un governo centrale, un accordo di respingimento sul modellodi quello concluso con la Turchia.  Nei documenti europei si richiamano i diritti umani e si lanciano pratiche di cooperazione di polizia che quei diritti umani cancellano. Le promesse dell'Unione Europea non bastano più.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2016/08/05/-migrantiavramopoulos-a-ansapronti-a-rafforzare-aiuto-_6ed09613-23a5-4f0a-8bf5-ca7b88e3e1d8.html



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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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