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mercoledì 10 agosto 2016

Un minore migrante abusato nei pressi della stazione centrale di Palermo.Dopo le denunce degli attivisti aumentano i controlli. Continua a succedere in tante città, dove nessuno interviene.

    Come scrivevano da tempo. Attorno alle stazioni di Catania e Palermo. Non bastano i controlli. Occorrono unita' mobili di protezione composte da civili per allontanare gli sfruttatori occasionali. E soprattutto occorrono centri di primissima accoglienza con personale specializzato e retribuito, e partire dai mediatori culturali. Altrimenti continuera' a succedere.
PALERMO. «Ti posso comprare un paio di scarpe nuove»? Con questa scusa un pensionato di 70 anni ha «agganciato» per strada un ragazzino migrante di 16 anni, arrivato dalla Guinea Equatoriale lo scorso maggio. Stava passeggiando in via Roma, a poca distanza dal centro di accoglienza dove per ora vive, con un paio di vecchie ciabatte. Aveva queste ai piedi quando è sbarcato da un barcone e con queste lo ha visto l'anziano a bordo di una Fiat Punto bianca.
Il minorenne ha accettato la proposta dell' uomo che lo ha fatto salire nell' auto ma dopo neanche 100 metri si è fermato nei paraggi. E lì, sostiene l' accusa, ha iniziato ad abusare del giovane migrante. La scena è stata notata da una pattuglia di «falchi» della squadra mobile diretta da Rodolfo Ruperti che da qualche minuto seguiva il pensionato.
Lo avevano notato avvicinarsi ad altri ragazzini alla stazione centrale e lo hanno tenuto d'occhio intuendo che stava per combinare qualcosa di losco. Un' intuizione che si è rivelata fondata ed ha consentito un arresto in flagrante per violenza sessuale.
http://palermo.gds.it/2016/08/10/palermo-promette-le-scarpe-a-un-migrante-e-lo-violenta-in-via-roma_550408/

Probabilmente i titoli eccedono, ma questa volta sono intervenuti i poliziotti. Se non fossero arrivati in tempo ?

http://palermo.blogsicilia.it/arrestato-pensionato-palermitano-ha-violentato-un-ragazzino-migrante/351068/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2016/07/minori-stranieri-non-accompagnati-in.html

Negli ultimi sbarchi la percentuale di minori stranieri non accompagnati è sempre più alta. Nei centri di accoglienza, già al collasso, nessuno ha l’interesse o la volontà di vigilare affinché vengano impedite le fughe dei ragazzini. Alla stazione di Catania arrivano da tutta la Sicilia orientale, puntualmente disinformati dei loro diritti. Molti sono casi vulnerabili. Spesso ci si arrende subito alla loro volontà di non volere rientrare nel sistema di accoglienza ufficiale: ” Tanto loro se ne vogliono andare” è una frase che si sente dire spesso da chi prova a parlare con i ragazzini. Questa frase pervasa da un senso di fallimento, diventa anche la giustificazione per non fare più niente per loro, e quindi li si lascia nello stesso giardinetto dove sono stati incontrati. I più sfortunati sono i bambini che non riescono a partire subito, costretti a dormire per strada per giorni. Cercano qualsiasi espediente per ricevere i soldi o per fare una telefonata. Ad aiutarli ci sono di solito i “malacarne” della stazione, altre vittime della società a cui contestano l’indifferenza e tutti i mali del mondo ma poi, improbabili benefattori, rifilano ai ragazzini già senza soldi biglietti a 45 euro.
Ai minori più piccoli non vengono rilevate le impronte. Questo li rende ancora più vulnerabili, perché se vengono inghiottiti dal traffico di organi o dalla prostituzioni o da qualsiasi attività criminale, non vengono cercati da nessuno e sono destinati a scomparire nel nulla. Uno dei tanti giorni passati dalla stazione di Catania, abbiamo rincontrato a distanza di pochi giorni due piccoli bambini eritrei di poco più di dieci anni e siamo rimasti sconvolti quando uno di loro ci ha esibito una banconota di 20 euro, frutto della sua prostituzione, come ci hanno confermato gli altri ragazzi che stavano nella stazione.
http://www.a-dif.org/2016/07/28/catania-nati-sotto-un-accento-sbagliato/

Lo sfruttamento dei minori stranieri non accompagnati trova le sue premesse nelle modalità di contenimento e di confinamento alle quali sono sottoposti subito dopo gli sbarchi, quando vengono applicate le pratiche indicate dall'Unione Europea come "Approccio Hotspot"

http://www.ellyschlein.it/report-delle-visite-agli-hotspot-di-trapani-e-lampedusa-20-22-luglio-2016.html

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/07/quellaccoglienza-per-minori-chiamata.html

E poi si guarda ai migranti minori ammassati alle frontiere di Ventimiglia, Como/Chiasso, Udine e nelle grandi città del nord verso le quali vengono respinti. Come se piovessero dal cielo e non fossero una conseguenza di un sistema di accoglienza che non funziona.

"Fortuna che sono arrivate le Olimpiadi a imporsi nella gerarchia dei mass media. Altrimenti qualcuno avrebbe potuto prendere sul serio le chiacchiere estive sull’emergenza profughi, basate su alcune centinaia di migranti perlopiù africani che invano cercano di passare il confine con la Francia da Ventimiglia, e quello con la Svizzera da Como. A Milano, invece, si è raggiunta la fantasmagorica cifra di 3300 (tremilatrecento) persone in cerca di ricollocazione, e tanto basta a parlare di “record”.
Dovremmo imparare a moderarci, nell’uso della parola “emergenza”. Se non altro per pudore. Proprio oggi le Nazioni Unite denunciano che a Aleppo -città crogiolo della civiltà di Levante- due milioni di persone vivono sotto le bombe senza elettricità e senz’acqua. Cerchiamo di parlare di emergenza a ragion veduta, per favore.
Nessuno sottovaluta l’ampiezza del flusso migratorio in atto verso l’Europa, un fenomeno strutturale destinato a mantenersi costante. Sulle coste italiane approdano oggi in maggioranza uomini donne e bambini in fuga dall’Africa. Le vittime della guerra mediorientale sono imbottigliate tra la Siria e la Turchia. Ma il loro contenimento, oltre che immorale, a lume di buon senso non può che considerarsi provvisorio.
L’Italia e l’Europa non stanno conoscendo invasione alcuna, i piccoli accampamenti sorti ai nostri confini sono causati da divieti irrazionali. Cambiamo il linguaggio, se vogliamo davvero affrontare" 


http://www.gadlerner.it/2016/08/09/ventimiglia-como-milano-chi-blatera-di-emergenza-profughi-dovrebbe-arrossire-per-limbarazzo

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/altri-150-arrivi-a-como-niente-area-per-il-centro_1196436_11/

Sempre più urgente decongestionare le strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati in Sicilia, occorrono risorse e personale specializzato, a partire dai mediatori, ma occorre soprattutto una capacità di governo che finora è mancata.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/08/accoglienza-straordinaria-per-i-minori.html

http://www.cittalia.it/index.php/la-fondazione/pubblicazioni/item/5586-cittalia-e-anci-presentano-il-v-rapporto-sui-minori-stranieri-non-accompagnati

Le ipotesi di riforma della normativa sui minori stranieri non accompagnati da tempo in discussione nel Parlamento nazionale. Quando riprenderà i lavori.. La clausola di "invarianza finanziaria" (nessun onere aggiuntivo) potrebbe lasciare senza effetti anche questa modifica legislativa..

Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e altre disposizioni concernenti misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati  (C.1658)


IPOTESI NUOVO TESTO BASE

Disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati

Art. 1.
(Ambito di applicazione).
1. I minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell'Unione europea.
2. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai minori stranieri non accompagnati, in ragione della loro condizione di maggiore vulnerabilità.

Art. 2.
(Definizione).
1. Ai fini di cui alla presente legge, per minore straniero non accompagnato presente nel territorio dello Stato s'intende il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell'Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell'ordinamento italiano.
Art. 3.
(Divieto di respingimento).
      1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di seguito denominato «testo unico» sono apportate le seguenti modificazioni:
          a) dopo il comma 1 dell'articolo 19 è inserito il seguente:
      «1-bis. In nessun caso può disporsi il respingimento alla frontiera di minori stranieri non accompagnati, salvo non sia disposto nel loro superiore interesse il loro riaffidamento ai familiari»;
          b) al comma 4 dell'articolo 31, dopo le parole: «il provvedimento è adottato», sono inserite le seguenti: «a condizione comunque che il provvedimento stesso non comporti un rischio di danni irreparabili per il minore».
      2. Il comma 1 dell'articolo 33 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
      «1. Ai minori che non sono muniti di visto di ingresso rilasciato ai sensi dell'articolo 32 della presente legge che non sono accompagnati da almeno un genitore o da parenti entro il quarto grado, si applicano le disposizioni dell'articolo 19, comma 1-bis, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286».

Art. 4.
(Strutture di prima assistenza e accoglienza per i minori stranieri non accompagnati).
1.All’articolo 19, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo n. 142 del 2015 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: «di prima accoglienza» sono inserite le seguenti: «a loro destinate»
b) le parole: «a sessanta giorni, alla identificazione» sono sostituite dalle seguenti «a trenta giorni, alla identificazione, che si deve concludere entro dieci giorni,»;

Art. 5.
(Identificazione dei minori stranieri non accompagnati).

1. Dopo l'articolo 19 del decreto legislativo n. 142 del 2015 è inserito il seguente:
«Art. 19-bis. – (Identificazione dei minori stranieri non accompagnati). – 1. Nel momento in cui il minore straniero non accompagnato è entrato in contatto o è stato segnalato alle autorità di polizia, ai servizi sociali o ad altri rappresentanti dell'ente locale o dell'autorità giudiziaria, il personale qualificato della struttura di prima accoglienza svolge, sotto la direzione dei servizi dell'ente locale competente e coadiuvato, ove possibile, dalle organizzazioni specializzate, un colloquio con il minore volto ad approfondire la sua storia personale e familiare e a far emergere ogni altro elemento utile alla sua protezione, secondo la procedura stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Al colloquio è garantita la presenza di un mediatore culturale.
      2. Nei casi di dubbi relativi all'età dichiarata dal minore si applicano le disposizioni dei commi 4 e seguenti. In ogni caso, nelle more dell'esito delle procedure di identificazione, l'accoglienza del minore è garantita dalle apposite strutture di prima accoglienza previste dalla legge.
      3. L'identità di un minore straniero non accompagnato è accertata dalle autorità di pubblica sicurezza, coadiuvate da mediatori culturali, solo dopo che è stata garantita allo stesso minore un'immediata assistenza umanitaria. Qualora sussista un dubbio circa l'età dichiarata, questa è accertata in via principale attraverso un documento anagrafico, anche avvalendosi della collaborazione delle autorità diplomatico-consolari. L'intervento della rappresentanza diplomatico-consolare non deve essere richiesto nei casi in cui il presunto minore abbia espresso la volontà di chiedere protezione internazionale ovvero quando una possibile esigenza di protezione internazionale emerga a seguito del colloquio previsto dal comma 1. Tale intervento non è altresì esperibile qualora da esso possano derivare pericoli di persecuzione e nei casi in cui il minore dichiari di non volersi avvalere dell'intervento dell'autorità diplomatico-consolare. Il Ministero degli affari esteri e il Ministero dell'interno promuovono le opportune iniziative, d'intesa con i Paesi interessati, al fine di accelerare l'espletamento degli accertamenti di cui al presente comma.
      4. Nel caso permangano dubbi fondati in merito all'età dichiarata da un minore straniero non accompagnato, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni o il giudice tutelare competente possono disporre esami socio-sanitari volti all'accertamento della stessa.
      5. Lo straniero è informato, in una lingua che possa capire e in conformità al suo grado di maturità e di alfabetizzazione, del fatto che la sua età può essere determinata mediante l'ausilio di esami socio-sanitari, sul tipo di esami a cui deve essere sottoposto, sui possibili risultati attesi e sulle eventuali conseguenze di tali risultati, nonché su quelle derivanti da un suo eventuale rifiuto a sottoporsi a tali esami. Tali informazioni devono essere fornite, altresì, alla persona che, anche temporaneamente, esercita i poteri tutelari nei confronti del presunto minore.
      6. L'accertamento socio-sanitario dell'età deve essere svolto in un ambiente idoneo con un approccio multidisciplinare da professionisti, adeguatamente formati, utilizzando modalità meno invasive possibili e rispettose dell'età presunta, del sesso e dell'integrità fisica e psichica della persona. Non devono essere eseguiti esami socio-sanitari che possono compromettere lo stato psico-fisico della persona.
      7. Il risultato dell'accertamento socio-sanitario è comunicato allo straniero in modo congruente con la sua età, con la sua maturità e con il suo livello di alfabetizzazione, in una lingua che comprende, all'esercente la responsabilità genitoriale e all'autorità giudiziaria che ha disposto l'accertamento. Sulla relazione finale deve essere sempre indicato il margine di errore.
      8. Qualora, anche dopo la perizia, permangano dubbi sulla minore età, questa è presunta ad ogni effetto di legge.
      9. Il provvedimento di attribuzione dell'età è notificato allo straniero e, contestualmente, all'esercente i poteri tutelari, ove nominato, e può essere impugnato nel termine di trenta giorni davanti al tribunale per i minorenni. Il provvedimento è altresì comunicato alle Forze dell'ordine ai fini del completamento delle procedure di identificazione.
      10. Le operazioni di identificazione si concludono con il foto-segnalamento che, comunque, in caso di un minore, non comporta il suo inserimento nel sistema di identificazione dattiloscopica europea European dactyloscopie (EURODAC)».
        2. All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 6.
(Indagini familiari).
1.Al comma 7, secondo periodo, dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 142 del 2015 dopo le parole: «il Ministero dell’Interno» sono inserite le seguenti: «, sentiti il Ministero della Giustizia e il Ministero degli Affari esteri»;
2. Dopo il comma 7, dell’articolo 19 del decreto legislativo n. 142 del 2015 sono aggiunti i seguenti: «7-bis. Nei cinque giorni successivi al colloquio di cui all'articolo 19-bis, comma 1, se non sussiste un rischio per il minore straniero non accompagnato o per i suoi familiari, previo consenso informato dello stesso minore ed esclusivamente nel suo superiore interesse, l'esercente la potestà genitoriale, anche in via temporanea, invia una relazione all'ente convenzionato che attiva immediatamente le indagini.
7-ter. Il risultato delle indagini di cui al comma 7 è trasmesso al Ministero dell’Interno, che è tenuto ad informare tempestivamente il minore, l'esercente la responsabilità genitoriale, nonché il personale qualificato che ha svolto il colloquio di cui al comma 1 dell'articolo 19-bis.
7-quater. Qualora siano individuati familiari idonei a prendersi cura del minore straniero non accompagnato, tale soluzione deve essere preferita al collocamento in comunità».

Art. 7.
(Affidamento familiare).
1.     Dopo il comma 1 dell'articolo 2 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, è inserito il seguente:
     «1-bis.. Gli enti locali promuovono, la sensibilizzazione e la formazione di affidatari per favorire l'affidamento familiare dei minori stranieri non accompagnati, in via prioritaria rispetto al ricovero in una struttura di accoglienza.».

Art. 8.
(Rimpatrio assistito e volontario).
1. I provvedimenti di rimpatrio assistito di un minore straniero non accompagnato sono adottati dal tribunale per i minorenni competente.
2. All'articolo 33 del testo unico, come da ultimo modificato dalla presente legge, sono apportate le seguenti modificazioni:
          a) al comma 2-bis, al primo periodo, le parole: «dal Comitato di cui al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «dal tribunale per i minorenni competente» e il secondo periodo è soppresso;
          b) il comma 3 è sostituito dal seguente: All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.




Art. 9.
(Sistema informativo nazionale dei minori stranieri non accompagnati. Cartella sociale).
1. In attuazione dell'articolo 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 dicembre 1999, n.535,  presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito il Sistema informativo nazionale dei minori non accompagnati.
2. In seguito al colloquio di cui all'articolo 19-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 142 del 2015, introdotto dalla presente legge,  il personale qualificato della struttura di accoglienza compila una apposita cartella sociale evidenziando elementi utili alla determinazione della soluzione di lungo periodo migliore nel superiore interesse del minore. La cartella sociale è trasmessa ai servizi sociali del Comune di destinazione e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.
3. La registrazione dei dati anagrafici e sociali dichiarati dal minore straniero non accompagnato è finalizzata a tutelare il suo superiore interesse e i suoi diritti e, in particolare, il suo diritto alla protezione.
4. Si applicano le disposizioni dell'articolo 7 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
5. All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


Art. 10.
(Permessi di soggiorno per minori stranieri per i quali sono vietati il respingimento o l'espulsione).
      1. Quando la legge dispone il divieto di respingimento o di espulsione, il questore rilascia il permesso di soggiorno:
         
 a) per minore età.. In caso di minore straniero non accompagnato, rintracciato nel territorio nazionale e segnalato alle autorità competenti, il permesso di soggiorno per minore età è rilasciato, su richiesta dello stesso minore, direttamente o attraverso l'esercente la potestà genitoriale, anche prima della nomina del tutore ai sensi dell'articolo 346 del codice civile, ed è valido fino al compimento della maggiore eta;
          b) per motivi familiari, per il minore di quattordici anni affidato, anche ai sensi dell'articolo 9, comma 4, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, o sottoposto alla tutela di un cittadino italiano con lo stesso convivente , ovvero per il minore ultraquattordicenne affidato, anche ai sensi del medesimo articolo 9, comma 4, della legge n. 184 del 1983, e successive modificazioni, o sottoposto alla tutela di un cittadino straniero regolarmente soggiornante nel territorio nazionale o di un cittadino italiano con lo stesso convivente.

Art. 11.
(Elenco dei tutori volontari).
      1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso ogni tribunale per i minorenni è istituito un elenco dei tutori volontari, a cui possono essere iscritti privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati, da parte dei garanti regionali per l'infanzia e l'adolescenza, disponibili ad assumere la tutela anche di un minore straniero non accompagnato o di più minori, quando la tutela riguarda fratelli o sorelle. Appositi protocolli d'intesa tra i garanti regionali per l'infanzia e l'adolescenza e i presidenti dei tribunali per i minorenni sono stipulati per promuovere e facilitare la nomina dei tutori volontari. Nelle regioni in cui il garante non è ancora stato nominato, all'esercizio di tali funzioni provvede temporaneamente l'ufficio del Garante nazionale con il supporto di associazioni esperte nel settore delle migrazioni e dei minori.
     
 2. Si applicano le disposizioni di cui al libro primo, titolo IX, del codice civile.


Art. 12.
(Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati).      
  1. All’articolo 19 del decreto legislativo n. 142 del 2015, sono apportate le seguenti modificazioni
a)     al comma 2, il primo periodo è sostituito dai seguenti: «I minori non accompagnati sono accolti nell'ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati di cui all'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n.416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990 n.39, ed in particolare nei progetti specificatamente destinati a tale categoria di soggetti vulnerabili. La capienza del Sistema è commisurata alle effettive presenze dei minori i non accompagnati sul territorio nazionale»;
b)      dopo il comma 2, è inserito il seguente: «2-bis. Nella scelta del posto, tra quelli disponibili, in cui collocare il minore, si deve tenere conto delle esigenze e delle caratteristiche dello stesso minore risultanti dal colloquio di cui all'articolo 19-bis, comma 1 in relazione alla tipologia dei servizi offerti dalla struttura di accoglienza».
2. La rubrica dell'articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n.416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990 n.39 e successive modificazioni, è sostituita dalla seguente: «Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati».

Art. 13.
(Misure di accompagnamento verso la maggiore età e misure di integrazione di lungo periodo).
1. Al comma 1-bis dell'articolo 32 del testo unico, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il mancato rilascio del parere richiesto non può legittimare il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno. Si applica l'articolo 20, commi 1, 2 e 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni».
2. Quando un minore straniero non accompagnato, al compimento della maggiore età, pur avendo intrapreso un percorso di inserimento sociale, necessita di un supporto prolungato volto al buon esito di tale percorso finalizzato all'autonomia, il tribunale per i minorenni può disporre, anche su richiesta dei servizi sociali, con decreto motivato, l'affidamento ai servizi sociali non oltre, comunque, il compimento del ventunesimo anno di età.


Art. 14.
(Diritto alla salute e all’istruzione).
1. Al comma 1 dell'articolo 34 del testo unico è aggiunta, in fine, la seguente lettera:
«b-bis) i minori stranieri non accompagnati, anche nelle more del rilascio del permesso di soggiorno, a seguito delle segnalazioni di legge dopo il loro ritrovamento nel territorio nazionale».
2. In caso di minori non accompagnati, l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale è richiesta dall'esercente, anche in via temporanea, la potestà genitoriale.

3. Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e le istituzioni formative accreditate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano adottano opportune misure per favorire l'assolvimento dell'obbligo scolastico, ai sensi dell’articolo 21, comma 2, del decreto legislativo n. 142 del 2015, e formativo da parte dei minori stranieri non accompagnati, anche attraverso la predisposizione di progetti specifici che prevedano, ove possibile, l'utilizzo o il coordinamento dei mediatori culturali, nonché di convenzioni volte a promuovere specifici programmi di apprendistato.
      4. In caso di minori stranieri non accompagnati, i titoli conclusivi dei corsi di studio delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado sono rilasciati ai medesimi minori con i dati identificativi acquisiti al momento dell'iscrizione, anche quando gli stessi hanno compiuto la maggiore età nelle more del completamento del percorso di studi.

Art. 15.
(Diritto all'ascolto dei minori stranieri non accompagnati nei procedimenti).
      1. Dopo il comma 2 dell’articolo 18 del decreto legislativo n. 142 del 2015, sono inseriti i seguenti:
      2-bis. L'assistenza affettiva e psicologica dei minori stranieri non accompagnati è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza di persone idonee indicate dal minore, nonché di gruppi, fondazioni, associazioni od organizzazioni non governative di comprovata esperienza nel settore dell'assistenza ai minori stranieri e iscritti nel registro di cui all'articolo 42, previo consenso del minore, e ammessi dall'autorità giudiziaria o amministrativa che procede
      2-ter. Il minore straniero non accompagnato ha diritto a partecipare per mezzo di un suo rappresentante legale a tutti i procedimenti giurisdizionali e amministrativi che lo riguardano e ad essere ascoltato nel merito. A tale fine è assicurata la presenza di un mediatore culturale».

Art. 16.
(Diritto all'assistenza legale).
      1. All'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentazioni in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
      «4-quater. Il minore straniero non accompagnato coinvolto a qualsiasi titolo in un procedimento giurisdizionale ha diritto di essere informato dell'opportunità di nominare un legale di fiducia, anche attraverso il tutore nominato o l'esercente la potestà genitoriale ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, e di avvalersi, in base alla normativa vigente, del gratuito patrocinio a spese dello Stato in ogni stato e grado del procedimento. All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente comma si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
».

Art. 17.
(Minori vittime di tratta).
      1. Al comma 2 dell'articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Particolare tutela deve essere garantita nei confronti dei minori stranieri non accompagnati, predisponendo un programma specifico di assistenza che assicuri adeguate condizioni di accoglienza e di assistenza psico-sociale, sanitaria e legale, prevedendo soluzioni di lungo periodo, anche oltre il compimento della maggiore età».
  1. In caso di minori vittime di tratta si applicano, in ogni stato e grado del procedimento, le disposizioni dell'articolo 18, commi 2, 2-bis e 2-ter del decreto legislativo n. 142 del 2015 e dell'articolo 76, comma 4-quater, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 anche al fine di garantire al minore un'adeguata assistenza per il risarcimento del danno.
  2.  All’attuazione delle disposizioni contenute nel presente articolo si provvede nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


Art. 18.
(Minori richiedenti protezione internazionale).
1. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3 dell'articolo 13 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso si applicano le disposizioni dell'articolo 18, comma 2, del decreto legislativo n. 142 del 2015 »;
b) al comma 1 dell'articolo 16 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per i minori stranieri non accompagnati si applicano le disposizioni dell'articolo 76, comma 4-quater, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115»;
c) al comma 5 dell'articolo 26, dopo le parole: «Il tutore» sono inserite le seguenti: «, ovvero il responsabile della struttura di accoglienza ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni».

Art. 19.
(Intervento in giudizio delle associazioni di tutela).
      1. Le associazioni iscritte nel registro di cui all'articolo 42 del testo unico Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, possono intervenire nei giudizi riguardanti i minori stranieri non accompagnati e ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l'annullamento di atti illegittimi.

Art. 21.
(Cooperazione internazionale).
      1. L'Italia promuove la più stretta cooperazione europea internazionale, in particolare attraverso lo strumento degli accordi bilaterali e il finanziamento di programmi di cooperazione allo sviluppo nei Paesi di origine, al fine di armonizzare la regolamentazione giuridica, internazionale e nazionale, del sistema di protezione dei minori stranieri non accompagnati, favorendo un approccio integrato delle pratiche per garantire la piena tutela del superiore interesse dei minori.

Art. 22.
(Disposizioni finanziarie).
1.     All’attuazione delle disposizioni previste dagli articoli 4 e 12 si provvede nell’ambito delle risorse del Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati di cui all’articolo 23, comma 11, quinto periodo del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
2.     . All'articolo 48 della legge 20 maggio 1985, n. 222, dopo la parola: «rifugiati» sono inserite le seguenti: «e ai minori stranieri non accompagnati».
       3. Dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.


Art. 23.
(Disposizioni di adeguamento).

      1. Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvede ad apportare le modifiche necessarie ai regolamenti di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e 9 dicembre 1999, n. 535.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro